Leggere del cambiamento: “Eat shit. One billion flies can’t be wrong”

Leggere del cambiamento

“Eat shit. One billion flies can’t be wrong”

La frase riportata è stata scritta sul muro di un’università nel 1968 e la sua malcelata ironia la dice lunga sulla propensione al cambiamento che ne traspare.

Dato che è stata questa stessa spinta a portarmi iniziare questo blog (io e la tecnologia abbiamo notevoli difficoltà di dialogo), il mio primo post verterà sul cambiamento e su un libro che toccherà innumerevoli corde se avrete la voglia e il coraggio di incamminarvi lungo le sue pagine. Insomma, una forte provocazione.

Si tratta di “Adesso basta” di Simone Perotti (edito da Chiarelettere).

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Un assaggio dell’introduzione:

“Con la salute, con la pace, con il benessere è sopraggiunta anche l’alienazione, l’omologazione (e adesso anche l’insicurezza), e sembra che non vi sia alternativa a (…) indebitarsi, consumare, ripetere gesti privi di senso, per troppo tempo, per una vita intera.

(…)

Quando questa storia è iniziata, nessuno aveva le categorie critiche per rifiutare. La scuola non ci ha insegnato il cambiamento. La famiglia ci ha offerto modelli da imitare, sempre vicini alle tendenze più convenienti per la sicurezza e il comfort. La pubblicità ci ha offerto un quadro netto, da emulare. Abbiamo anche smesso di leggere perché certe voci fuoricampo ci infastidivano (…). Ma il risultato è un benessere fittizio, (…) non agevola armonia ed equilibrio, pace interiore, sicurezza. (…) Un esercito di schiavi convinti di essere liberi (…)”

Ho preso in mano questo libro per la prima volta tre anni fa. Consiglio di un’Amica Preziosa. Era diventato un dono per una persona molto cara che si trovava ad affrontare un periodo difficile, di sicura transizione.

Questo libro, alla fine della fiera, ha illuminato la sottoscritta. Travolta da una locomotiva in corsa e portata via: di fronte a me solo un panorama incontaminato. L’idea di una nuova esistenza si è concretizzata nel  luglio del 2010.

Ma non perdiamo d’occhio l’obiettivo: è la storia di un manager di successo che, resosi conto che la vita che stava conducendo non gli apparteneva più, dà il via al Cambiamento. Da qui nasce la scelta di vivere la vita voluta e non quella condizionata o indotta. Il libro è un vero e proprio piano di battaglia, una pianificazione dettagliatissima, come fosse un vero e proprio business plan atto a ridimensionarsi e vivere più a misura di se stessi e di ciò che realmente si desidera; una concreta ricerca dell’integrità:

“Nei Paesi ricchi, il consumo consiste in persone che spendono soldi che non hanno, per comprare beni che non vogliono, per impressionare persone che non amano” J. Spangenberg.

Come ogni posizione estrema, va presa con le dovute cautele e, perché no, adattata alla propria vita; resta il concetto luminoso. Certamente, chi ha scritto questo libro parte da una condizione più che agiata e che, quindi, potrebbe suonare un po’ ipocrita.

Ma resta un libro che, se letto con adeguato spirito critico, porta a porsi domande “che forse era meglio non farsi mai” (dice Manuel Agnelli in “Voglio una pelle splendida”, Afterhours) ma che fanno guardare ad un futuro più limpido, più libero e aderente ai propri sogni e progetti.

Non è detto che sia la Verità, anzi, ma è certo che uno scossone alle fondamenta ogni tanto aiuta a rimuovere calcinacci pericolanti per ricostruirne di nuovi e più saldi, giusto?

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