…quando libri e relazione possono essere una buona risposta alle nostre paure.

Qui a Feel Food Speaks si  parla di libri, musica e cucina, lo so bene.

E so anche che questo post potrebbe sembrare un tantinello fuori tema ma, fidatevi, non lo è. Prendetevi qualche minuto, che siate genitori oppure no, per leggerlo fino in fondo. Il brano che vi riporto ha scatenato grandi riflessioni in me.

Come futuri genitori, sono molte le cose che, molto umanamente, ci spaventano. La domanda elevata ai massimi sistemi è, ovviamente: ma saremo in grado di essere “bravi” genitore? Sempre che sia chiaro cosa questo significhi.

Sapremo dare a questa persona ciò di cui realmente ha bisogno e non ciò di cui noi riteniamo debba aver bisogno: la differenza è sostanziale se ci si pensa bene!

Di conseguenza cerchiamo di leggere il più possibile per apprendere “i rudimenti” del “bravo genitore”, sempre che ve ne siano…

Tra le mille letture più o meno melense, più o meno poetiche, più o meno pedagogiche, etc. eccovene una che ci ha tanto colpito. Non entro nel merito della correttezza dei contenuti perché sarebbe troppo intimo e soggettivo. Ne condivido, però il senso: quando libri e relazione possono essere una buona risposta alle nostre paure o mancanze. Soprattutto in un su un tema così grande.

 

Che cosa dovrebbe sapere un bambino di quattro anni?

Di recente guardavo una bacheca sull’educazione dei figli e ho letto il messaggio di una madre preoccupata perché suo figlio, di quattro anni e mezzo, non sapeva abbastanza cose. “Che cosa dovrebbe sapere un bambino di quattro anni?”, chiedeva.

Sono rimasta non solo rattristata ma anche profondamente contrariata dalla maggior parte delle risposte. Una mamma postava una minuziosa lista di tutte le cose che suo figlio sapeva o era in grado di fare. Contare fino a dieci, elencare i pianeti, scrivere il suo nome e cognome e così via. Altre intervenivano sullo stesso tono, elencando tutte le cose che i loro figli – alcuni di soli tre anni – sapevano o erano in grado di fare. Poche altre rispondevano che ogni bambino si sviluppa in base ai propri tempi e che non era il caso di preoccuparsi.

Mi ha infastidito molto vedere queste madri che rispondevano a una mamma preoccupata elencando tutte le cose che i loro figli sapevano e il suo non sapeva ancora fare, facendola preoccupare ancora di più. Siamo una civiltà talmente competitiva che persino i nostri bambini in età prescolare sono diventati trofei e oggetti di vanto. L’infanzia non dovrebbe essere una gara. Perciò propongo una lista di quello che a mio avviso un bambino di quattro anni dovrebbe sapere.

1. Dovrebbe sapere di essere amato completamente e incondizionatamente, in ogni momento.

2. Dovrebbe sapere che è al sicuro, e dovrebbe sapere come restare al sicuro in pubblico, in mezzo agli altri e in varie situazioni. Dovrebbe sapere che può fidarsi del suo istinto riguardo alle persone, e che non deve mai fare qualcosa che non gli sembra giusto, a prescindere da chi glielo chiede. Dovrebbe sapere quali sono i suoi diritti personali e sapere che la sua famiglia li sosterrà.

3. Dovrebbe saper ridere, fare cose ridicole, essere ingenuo e usare la fantasia. Dovrebbe sapere che non è mai un problema colorare il cielo di arancione e disegnare gatti con sei zampe.

4. Dovrebbe sapere quali sono i suoi interessi ed essere incoraggiato a seguirli. Se non gli importa nulla di imparare i numeri, i suoi genitori dovrebbero capire che tra qualche tempo, quasi per caso, li imparerà, e intanto dovrebbero permettergli di dedicarsi a navicelle spaziali, disegni, dinosauri o a giocare nel fango.

5. Dovrebbe sapere che il mondo è magico e che lo è anche lui. Dovrebbe sapere di essere meraviglioso, brillante, creativo, amorevole e stupendo. Dovrebbe sapere che trascorrere la giornata all’aperto a creare collane di margherite, torte di fango e case per le fate è encomiabile quanto dedicarsi alla fonetica. Mi correggo: è molto più encomiabile.

Ma ancora più importante è la lista delle cose che i genitori dovrebbero sapere.

1. Che ogni bambino impara a camminare, a parlare, a leggere e a far di conto con i propri tempi, e che i suoi tempi non influiranno su quanto sarà bravo a camminare, a parlare, a leggere e a far di conto.

2. Che l’unica cosa realmente in grado di produrre buoni risultati accademici e alti punteggi nell’ACT (American College Testinig) è leggere ai bambini. Non cartelline didattiche, non libri di esercizi, non asili all’avanguardia, non giocattoli interattivi o computer, ma la mamma, o il papà, che ogni giorno o ogni sera (o di giorno e di sera!) si prende del tempo per sedersi a leggere al figlio un libro meraviglioso.

3. Che il più intelligente o il più bravo della classe non è necessariamente il più felice. Siamo così presi a tentare di offrire dei “vantaggi” ai nostri figli che stiamo consegnando loro delle vite dominate dallo stress e dal multitasking, come le nostre. Uno dei vantaggi maggiori che possiamo offrire ai nostri figli è un’infanzia semplice e spensierata.

4. Che i nostri figli meritano di essere circondati dai libri, dalla natura, da materiali per l’espressione artistica e dalla libertà di esplorarli. Molti di noi potrebbero sbarazzarsi del 90 per cento dei giocattoli dei figli senza che se ne senta la mancanza, ma alcune cose sono importanti: i giocattoli da assemblare, come i Lego o i blocchetti per costruzioni, giocattoli creativi, come tutti i tipi di materiali artistici (di buona qualità), gli strumenti musicali (quelli veri e multiculturali), abiti per travestirsi e libri, libri e ancora libri. (Tra l’altro molte di queste cose si possono comprare a buon prezzo nei negozi di articoli usati). I bambini dovrebbero anche avere la libertà di esplorare queste cose: giocare nel seggiolone con cucchiai di legumi secchi (sotto la supervisione di un adulto, ovviamente), manipolare il pane e fare pasticci, usare i colori e modellare la plastilina al tavolo della cucina mentre prepariamo la cena, anche se imbrattano dappertutto, avere un posto in giardino dove possono scavare liberamente il manto erboso per creare una buca di fango.

5. Che i nostri figli hanno bisogno di una maggiore presenza da parte nostra. Siamo diventati così bravi a dire che dobbiamo prenderci cura di noi stessi che alcuni di noi usano quest’idea come scusa per fare in modo che il resto del mondo si prenda cura dei loro figli. Certo, tutti abbiamo bisogno di fare un bel bagno senza che nessuno ci disturbi, di passare del tempo con gli amici, di concederci qualche stacco e avere qualche spiraglio di vita fuori dal ruolo di genitore. Ma viviamo in un’epoca in cui le riviste per genitori raccomandano di provare a dedicare dieci minuti al giorno a ogni figlio e di programmare una giornata della famiglia un sabato al mese. Così non va! I nostri figli hanno meno bisogno di Nintendo, computer, attività doposcuola, lezioni di danza, attività di gruppo e partite di calcio di quanto hanno bisogno di NOI. Hanno bisogno di padri che si siedono ad ascoltare le loro giornate, di madri che si uniscono a loro per svolgere insieme attività manuali, genitori che dedicano del tempo a leggere loro delle storie e a fare gli stupidi insieme a loro. Hanno bisogno che facciamo delle passeggiate con loro nelle sere di primavera, e non importa se i piccoli camminino a quindici metri all’ora. Meritano di aiutarci a preparare la cena, e non importa se ci vorrà il doppio del tempo e il doppio del lavoro. Meritano di sapere che per noi sono una priorità, e che amiamo davvero stare con loro.

[…]

Se vi sembra che vostro figlio abbia delle lacune in alcune aree, cercate di capire che non è indice di fallimento, né vostro, né di vostro figlio. È solo che, per qualche motivo, quell’area è rimasta scoperta. I bambini imparano qualunque cosa gli venga sottoposta, e l’idea che tutto ciò che devono sapere sono quelle quindici cose a quell’esatta età è piuttosto sciocca. In ogni caso, se volete che apprendano quelle cose, trovate delle applicazioni pratiche, giocate con l’argomento e vedrete che vostro figlio lo imparerà naturalmente.

Contate fino a sessanta quando impastate una torta nel mixer e vedrete che lui imparerà i numeri. Prendente in biblioteca qualche libro divertente sullo spazio o sull’alfabeto. Fate esperimenti con qualunque cosa, dalla neve in cortile ai gambi di sedano per colorare il cibo. Tutto accadrà naturalmente, con molto più divertimento e molta meno pressione.

[…]

Di cosa ha bisogno un bambino di quattro anni?
Di molto meno di quanto pensiamo, e di molto di più.

Il testo completo lo trovate qui.

Grazie del vostro tempo!

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2 comments on “…quando libri e relazione possono essere una buona risposta alle nostre paure.

  1. Guarda ho letto a metà….
    …a me sembrano delle domande davvero strane….

    Il bambino penso non habbia bisogno di sapere esattamente quanti pianeti ci sono o contare sino a dieci. Ogni cosa a suo tempo, no?

    Il bambino deve giocare così impara: G i o c a n d o

    A me tutti sti bambini che hanno la giornata programmata, piena….e poi per rilassarsi stanno davanti alla tv…a me non convince proprio…..

    Sarà….

    un caro saluto
    .marta

    Ah…ben ritrovata! 🙂

    • Ciao Marta,
      è esattamente il contenuto dell’articolo: i bambini devono giocare, scatenare la fantasia, vivere all’aperto e sapere solo di essere amati e protetti.
      Concordo con te che i bimbi di oggi (rispetto a noi, almeno) conducano esistenze troppo complicate e a volte “vuote” nell’essere troppo congestionate!
      Un abbraccio,
      Sara
      🙂

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