POSTicini interessanti! A spasso tra vini e ciuchini per le Langhe e il Biellese con “tappa Muse” a Torino

Tutti coloro che, come me, sono addicted to Ally McBeal, capiranno perfettamente ciò che sto per dire:

dal concerto dei Muse dello scorso 29 Giugno, la mia sigla personale*  è Panic Station (play me)! Cammino persino a ritmo e alla fermata del bus, se non passa nessuno, ammetto che accenno ad un lieve movimento di bacino…

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Ma non tergiversiamo: ci sono un sacco di posticini di cui vi voglio parlare e che vi consiglierei di cuore! Le Langhe sono delle onde verdi ricoperte di vigneti e boschetti che sembrano un dipinto di Rembrandt! Forse ora fa un pochino caldo ma tra Maggio e Giugno devono essere un vero spettacolo! Nella mia infinita ingenuità (e infinita pazienza del mio compagno d’avventure) mi sono convinta di poter mangiare tartufo fresco in ogni periodo dell’anno ad Alba: brusco risveglio per me! Ma poco male perché, dopo aver fatto quattro passi per le viuzze di questa adorabile cittadina, ci siamo infilati in un’osteria a dir poco deliziosa: l’Osteria dei Sognatori. Posticino davvero semplice ed accogliente ma curato il che denota una grande attenzione per i dettagli. Adoro come è arredato, sembra di trovarsi nella sala da pranzo di una casa di campagna. Ci fanno accomodare raccontandoci che cosa bolle in pentola: non c’è menu da consultare ma solo pietanze fresche di stagione che vengono cucinate secondo la tradizione. Questo ci piace davvero tanto. Quindi, accoglienza, cura del dettaglio e cucina casalinga producono un risultato perfetto: abbiamo pranzato in gran tranquillità benché il locale fosse pieno e per una cifra davvero modica. Vero è che noi siamo abituati ai prezzi di Milano e limitrofi ma abbiamo mangiato come signori per un conto di soli € 40 (dalle nostre parti ci si mangia a fatica una pizza…). Raccomandatissimo!!
Trascorrendo un pomeriggio in pieno relax in un carino B&B alle porte di Torino, abbiamo ricaricato le pile per i Muse: in assoluto un gruppo che, almeno una volta nella vita, va visto dal vivo. Uno spettacolo vero e proprio curato in ogni minimo dettaglio al limite dalla maniacalità: video dedicati, ciminiere in fiamme, attori … e tutto questo solo come contorno a musicisti che, senza il minimo dubbio, meritano la fama che hanno. Due ore abbondanti di perfezione indiscussa: la potenza e la precisione vocale di Matthew Bellamy ci hanno davvero lasciati senza parole. E il resto del gruppo, che dire, superlativo.
39Vero è che, come accennavo all’inizio, Panic Station è ormai chiodo fisso ma poter urlare al cielo “It’s a new dawn, it’s a new day, it’s a new life, for me, and I am feeling good” è stato molto ma molto emozionante.
Anche se non sono il vostro gruppo preferito ragazzi (non sono il mio, del resto) meritano una serata della vostra vita!
La domenica piemontese è stata invece dedicata ad un’attività un po’ più rurale ma che profumava tanto di bene! A Natale abbiamo adottato un’asinella e quale migliore occasione per andare a trovarla? Al di la di questo, rubo solo 5 minuti a ciascuno di voi per parlarvi de “Il rifugio degli asinelli“. 38Si tratta di un’associazione che salva asini da maltrattamenti e li restituisce ad una Vita degna di essere definita tale in questo meraviglioso posto perduto tra le colline del biellese. Qui di seguito vi lascio il link al sito, per favore, dategli un’occhiata e, se ne avete voglia, prendete o donate in adozione un asinello esattamente come l’ho ricevuto io per Natale…sarà un dono molto speciale e un modo bello di dare una mano a questo ragazzi che ci mettono tutta l’anima che hanno per questi strepitosi ciuchini. Eccovi tutti i dettagli: http://www.ilrifugiodegliasinelli.org/
Ma, secondo voi, la Famiglia Feelfoodspeaks avrebbe mai potuto mai rimettersi in strada verso casa a stomaco vuoto? Sia mai! Seguendo il consiglio di una volontaria del Rifugio siamo stati catapultati in una trattoria negli anni ’60: il Ristorante Roma a Torrazzo (Biella). In questo posticino gestito da marito e moglie abbiamo degustato tutte le specialità del biellese, rigorosamente senza menu, preparateci dalla maestria di una donna votata alla cucina e serviteci poi da suo marito, un singolare signore sulla settantina, poliglotta e davvero sopra le righe. La qualità del cibo era davvero superlativa, richiamava la genuinità della cucina casalinga e i profumi delle verdure raccolte nell’orto la mattina stessa. In posti come questo, si va davvero oltre ogni pretenziosa eleganza: bontà, semplicità e tanta allegria fanno la differenza! Insomma, siamo entrati all’una con l’idea di metterci in macchina per le due…bene, siamo ripartiti alla volta di casa alle quattro e mezza felici e grati!
Mi raccomando fate buon uso di queste dritte per qualche weekend agostano e/o post vacanze per prepararvi ad affrontare l’inverno!
A presto!

* la psicoterapeuta di Ally McBeal, lancia cure come la “sigla personale”: canzone che per ritmo e/o contenuti è atta a per rinforzare l’auto-stima

POSTicini interessanti per un weekend enogastrorock: Bologna, Afterhours & Co.

Ieri niente ricettina del lunedì perché spero tanto di farvi venire oggi una voglia pazzesca di una gita fuori-porta in quel di Bologna. Non posso e non voglio aspettare che questo entusiasmo si sedimenti né tanto meno che le sensazioni portate a casa svaniscano riassorbite dalla quotidianità.

Come spesso ci capita appena mettiamo il piedino fuori casa, abbiamo incontrato persone belle, piene di voglia di fare, piene di colore e, come ultimamente mi piace dire, luminose. Questo è entusiasmante, non trovate?

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Ma diamo il via al nostro weekend enogastrorock: merenda con un calice di Sangiovese Riserva e fiocco di culatello con tigelle calde in Piazza Grande all’aperto e con le prove del concerto per l’anniversario della nascita di Lucio Dalla in sottofondo. Perché Dalla si percepisce in ogni strada di Bologna. Suggestivo.

Passeggiando per la città rossa (per il caratteristico colore che la predomina) è stata per noi una piacevolissima sorpresa scoprirla incredibilmente cosmopolita e viva: 24/7 di energia.

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…per poi continuare a passeggiare e trovarsi in un istante immersi nella preziosa e solenne quiete dell’Ex Ghetto Ebraico.

E poi di nuovo rumore e vita intorno al canale Reno.

E poi di nuovo quiete.

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La cena Dal Biassanot (via Piella, Bologna): proprio quel che piace a me, a noi. Un posticino prezioso con pochi coperti, caldo e raccolto. Ci accoglie la proprietaria e la semplicità (nell’accezione più nobile del termine) con cui ci riceve ci fa sentire subito a casa. Essendo nella patria della pasta fatta in casa ci dedichiamo ad un disarmante tris di primi: la mano che ha tirato la pasta al mattarello e impastato gli gnocchi è miracolosa! Geniale il gelato alla crema con aceto balsamico. Tutto molto molto interessante davvero: materie prime genuine e di eccellente qualità.

le stanze del carroQuesto posticino ci è stato consigliato da Olga, preziosa fanciulla siberiana che si è occupata del nostro riposo al B&B Le Stanze del Carro (via del Carro, ex Ghetto, Bologna). La posizione è davvero insuperabile, l’ambiente è curato e famigliare, tutto è pulito funzionale e luminoso. Il luogo perfetto per dormire in città. Ultimo ma non ultimo, il nostro quadrupede è stato accolto con lo stesso entusiasmo riservato per noi bipedi: “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” Gandhi.

E poi loro, finalmente loro. Il motivo che ci ha spinti a buttar due cose in borsa e saltare in macchina:

Afterhours, prima data del Club Tour!Club-Tour-2013-LOW

Amandoli sconsideratamente, gli aggettivi che mi vengono in mente sono davvero tanti; quello che attribuirei loro oggi è inesauribili. Seguirli per 17 anni e non averne mai abbastanza non ha prezzo, per tutto il resto ci sono i loro dischi. Il concerto. Solo un episodio per esprimere la classe on stage: un gruppo dopo due ore di energia pura rientra e, a spie spente, regala un ultimo pezzo la dice lunga sullo spessore artistico raggiunto.

Ruvida e graffiante, questa band milanese è capace di colpire duro proprio su quel pensiero ben nascosto perché difficile da gestire. Poetici e intensi come un grande amore, come un grande dolore. Duri e feroci come un pugno in faccia. Se sono anche solo un pochino riuscita ad incuriosirvi, vi consiglio “Hai paura del buio?”; uno dei miei dischi preferiti in assoluto che recentemente ha anche vinto il premio come miglior disco indipendente degli ultimi 20 anni.

Lasciate che vi passi attraverso: sarà senza ritorno.

Dulcis in fundo, dopo tutte le meraviglie di cui sopra, non ci siamo certi risparmiati un giretto sui colli bolognesi (mannaggia a Cremonini) per una succulenta e definitiva crescentina con salamella, cipolle e peperoni mentre un caldo sole primaverile ci baciava spensierato.

…come? State già prenotando? Eh beh, lo posso capire!

Anticonformisti ad ogni costo? Paname (Litfiba) + cenetta sanvalentiniana

Profondamente in antitesi con il manifesto d’indipendenza intellettuale postato ieri, oggi sono stata alle prese con la preparazione della nostra cenetta sanvalentiniana.

Che ci si vuol fare: l’inguaribile romantica che c’è in me ogni tanto salta fuori.

Niente fiori né inutili smancerie o, peggio ancora, orsacchiotti con un bel “I love you” tatuato sulla pancia, ma solo leccornie e ballate rock in sottofondo. Via, carta bianca su questo…

Durante la preparazione della serata io avrò, però, a ripetizione Paname, Litfiba. Datele un ascolto; mi si è marchiata a fuoco nella testa al concerto all’Alcatraz (Milano, il 31/01/2013), tappa del fighissimo (e potentissimo) tour “La trilogia del potere” (1985 – 1988). Si, esatto, i ragazzi riportano on stage unicamente pezzi tratti dagli storici Desaparecido, 17 re e Litfiba 3.

Trovate qui le date ancora disponibili.

Bisogna riconoscere che Pelù non invecchia…a differenza del pubblico che assisteva al concerto. Ammetto che è stata una nota davvero buffa: una “fastidiosa” presa di coscienza.

Ma, archiviata l’amarezza dell’inesorabile incedere del tempo, avanti con le buone idee: il menu.

Si tratta di una cenetta infrasettimanale per chi, tapino, rincasa tardi dopo una dura giornata di lavoro.

  • coniglio con crema e polentina aromatizzata ai funghi porcini
  • fondente al cioccolato con quenelles di crema al mascarpone

Via con le ricette così se c’è da far un po’ di spesa, avete tempo. Poi, tra domani sera e venerdì, vi pubblico anche le foto. La ricette potrebbero sembrare elaborate ma alcune preparazioni e basi si possono preparare in anticipo come ad esempio i funghi trifolati, il brodo e le decorazioni in pasta frolla).

 

  • Coniglio con crema e polentina aromatizzata ai funghi porcini
(ricetta sperimentale in corso di perfezionamento)

Difficoltà complessiva: Elevata

Cottura: 1 ora e 45 min      Preparazione: 20 min          Tempi di riposo:

Dosi: 4/6 persone

 

Ingredienti per il coniglio:

Coniglio: 800 g – Burro: 20 g – Aglio: 1 spicchio – Salvia: 2/3 foglie (in base al gusto personale) – Rosmarino: 1 rametto – Vino bianco secco: qb – Brodo Vegetale: qb (fatene almeno ½ litro) – Olio evo: 4/5 cucchiai – Sale e Pepe 

Prepariamo il coniglio: laviamo il coniglio in acqua corrente, sgoccioliamolo, asciughiamolo bene (e tagliamolo a pezzi se lo abbiamo acquistato intero). Tritiamo l’aglio, la salvia e le foglioline del rametto di rosmarino.

Mettiamo l’olio in un tegame e soffriggiamo per qualche minuto gli aromi senza che brucino. A fuoco vivo, adagiamo nel tegame i pezzi di coniglio salateli, pepateli e fateli rosolare, rigirandoli spesso. Appena saranno dorati, spruzziamoli con un bicchiere di vino bianco e fatelo evaporare.

Quindi copriamo con il coperchio e proseguiamo la cottura a fuoco dolce per 40 minuti circa, aggiungendo un po’ di brodo e portando il coniglio a cottura senza che si secchi.

Se il coniglio asciuga troppo, bagniamolo ancora con poco brodo.

Disponiamo sul piatto da portata una cucchiaiata di polenta morbida sulla quale adageremo poi un po’ di crema di porcini e qualche pezzetto intero. Sopra presta meraviglia, posizioniamo il nostro coniglio.

 

Ingredienti per il brodo vegetale:

Carota: 1 – Sedano: 1 gambo – Cipolla: 1 bianca – Patata: 1 – Aglio: 1 spicchio in camicia – Prezzemolo: 1 ciuffo – Grani interi di pepe nero – Alloro – Sale

Prepariamo il brodo: mettiamo sul fuoco l’acqua fredda e aggiungiamo tutte le verdure, poi l’alloro, alcuni grani di pepe nero e lo spicchio d’aglio non sbucciato.

Portiamo ad ebollizione, saliamo e aggiungiamo il prezzemolo ben lavato completo di gambi. Cuociamo con il coperchio per circa un’ora e mezza.

A cottura ultimata aggiustiamo di sale e filtriamo il brodo.

 

Ingredienti per la polenta:

Farina di mais bramata aromatizzata: 250 g scarsi – Acqua: 1 litro – Sale grosso: qb

Prepariamo la polenta: portiamo l’acqua ad ebollizione. Aggiungiamo il sale (1 cucchiaio scarso).

Facciamo cadere lentamente e “a pioggia” la farina in modo che i “fraticelli” non si formino.

Continuiamo a mescolare sempre nello stesso verso, miscelando lo strato più profondo con quello più superficiale fino ad amalgamare il composto per bene.

Dopo circa 40 minuti la polenta inizierà a staccarsi dai bordi. Cuociamola ancora qualche minuto.

Durante tutta la cottura, non smettiamo di mescolare.

Mi raccomando: non usiamo prepararti a cottura rapida… 

 

Ingredienti per la crema e i funghi:

Porcini: 500 g – Olio evo: 3 cucchiai – Aglio: 1 spicchio – Prezzemolo: 1 cucchiaio tritato – Sale e Pepe

Prepariamo i funghi: puliamoli dalla terra (preferibilmente con il coltello, altrimenti velocissimamente sotto l’acqua per evitare che si inzuppino). Separiamo le cappelle dei funghi dai gambi.

Tagliamoli a tocchetti, quindi raccogliamoli tutti insieme in una ciotola capiente.

Mettiamo in una padella l’olio e aggiungiamo l’aglio schiacciato che faremo dorare: aggiungiamo i funghi e cuociamoli a fiamma dolce per non più di 10 minuti.

Un paio di minuti prima della fine della cottura, aggiungiamo il sale e il pepe, quindi il prezzemolo tritato. Mescoliamo bene con un cucchiaio di legno.

Con un frullatore ad immersione riduciamo a crema la metà dei funghi. I rimanenti ci serviranno interi.

Ecco pronti anche i nostri funghi.

 

 

  • fondente al cioccolato con quenelle di crema al mascarpone

 Difficoltà complessiva: Media

Cottura: 50 min   Preparazione:     10 min          Tempi di riposo: 30 min

Dosi: 4/6 persone

 

Ingredienti per il fondente:

Cioccolato fondente (min. al 63%): 250 g – Burro: 150 g – Uova: 4 intere – Zucchero: 125 – Farina: 60 g

Prepariamo il fondente: sciogliamo a bagnomaria il cioccolato e il burro.

Nel frattempo, imburriamo e passiamo con la farina 8/10 stampini per poi riporli nel frigorifero.

Mettiamo in un recipiente le uovo e lo zucchero per poi montarle con la frusta a fino fino ad ottenere una crema chiara e liscia. Aggiungiamo la miscela di burro e cioccolato e, successivamente, la farina setacciandola per evitare la formazione di grumi.

Versiamo il composto negli stampini che avevamo riposto in frigorifero; riempiamoli per i ¾ della loro capienza.

Inforniamoli per 10 minuti esatti a forno preriscaldato a 200°C.

Sforniamoli e lasciamoli riposare per 2 minuti

 

Ingredienti per la crema al mascarpone:

Mascarpone: 100 g – Uova: 1 –  Zucchero: 25 g

Prepariamo la crema: separiamo il tuorlo dall’albume.  Sbattiamo il tuorlo con 15 g di zucchero fino ad ottenere una crema chiara e liscia. Incorporiamo il mascarpone fino al dissolvimento di tutti i piccoli grumi tipici. Montiamo a parte l’albume con lo zucchero rimasto fino ad ottenerne una chiara soda ed omogenea che poi incorporeremo nel composto di mascarpone.

Impiattiamo quindi il fondente formando poi delle quenelle con la crema.

Si possono anche aggiungere decorazioni con la pasta frolla.

 Eccovene un’idea:

fondente al cioccolato con quenelles di crema al mascarpone

fondente al cioccolato con quenelle di crema al mascarpone

Ingredienti per la pasta frolla:

Uova: 1 (solo il tuorlo) – Zucchero a velo: 50 g – Burro: 65 g – Farina: 125 g – Sale: 1 pizzico

Prepariamo la frolla: mettiamo in un mixer la farina e il burro freddo e frulliamo fino ad ottenere un impasto sabbioso. Disporlo poi sul piano di lavoro nella classica forma a fontana, aggiungiamo lo zucchero ed al centro il tuorlo dell’uovo. Impastiamo fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo. Avvolgiamolo nella pellicola e facciamolo riposare in frigorifero per almeno una mezz’oretta.

Tiriamo fuori la frolla dal frigorifero e stendiamola con il mattarello. 

Diamole la forma desiderata (o mettiamola in una teglia precedentemente imburrata e infarinata).

Infornare in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti.

 

…e poi sbizzarritevi!