I cento passi: Modena City Ramblers e Peppino Impastato

Modena City Ramblers, colonna sonora di momenti molto intensi e gruppo imprescindibile per me fino a che Cisco era parte di loro. Benché io sia sempre profondamente affezionata a questi ragazzi, non è di loro o delle loro mille straordinarie canzoni che vi voglio parlare: ma di una in particolare “I cento passi”.

Peppino ImpastatoOggi è il 09/05/2013: 35 anni fa Peppino Impastato veniva messo a tacere da quella mafia che è attorno ad ognuno di noi ogni giorno ma che è più facile non vedere.

Forse dalle nostre parti, ma solo forse sia beninteso, è un pochino meno “ingombrante”, ma se tiriamo fuori un po’ di palle e un po’ di senso critico, è evidente quando questo male permei ogni trama e ogni livello della nostra Società.

Non voglio tediarvi oltre: non è questo il luogo.

Io, oggi, voglio solo rendere omaggio ad un Grande Uomo a cui sono state tarpate le ali troppo presto ma che, nonostante ciò, ha lasciato un segno indelebile nella storia del nostro Paese.

Ma poiché è di “musica” che voglio parlare, vi lascio con “I cento passi” colonna sonora dell’omonimo film di Marco Tullio Giordana del 2000 (se non l’avete visto, vi prego, fatelo stasera stessa) e con una frase che Peppino scrisse sul suo giornale L’Idea Socialista:

“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

 

https://www.youtube.com/watch?v=KUpcxdg2Iqs

POSTicini interessanti: Londra [part II]_book’n’roll & much more…

Dato che di cibo e bevande si è già parlato abbondantemente in POSTicini interessanti: Londra [part I]_craft breweries, pubs&Co., vi passo oggi qualche chicca per lo shopping. Ma tranquilli, niente a che vedere con i megastore di Oxford Street o di Bond Street (che trovate tranquillamente nelle vostre città) o il meraviglioso (anche se un po’ inflazionato) mercato di Portobello Road, ma…

…di nuovo, usciamo (un pochino soltanto, però) dai percorsi turistici e buttiamoci nel marcato dei libri “Riverside Walk Book Market”. Se c’è bel tempo, l’effetto è davvero incredibile. Si trova esattamente sotto il Waterloo Bridge, ogni giorno della settimana; decine di banchi ordinati con sopra ogni genere di libro, rigorosamente di seconda mano. Quale fascino ha questo luogo! 37Sarà perché, se si parla di libri, è sempre tutto molto speciale, sarà che a loro volta, i libri usati, appartengono a più universi, ma questo è un luogo davvero magico e le persone che vi gravitano attorno, davvero misteriose. Non ho potuto astenermi dal prendere per la libreria di Feel food speaks due mega classiconi made in the UK:

– D. Defoe, Moll Flanders

– J. Austen, Mansfield Park

Altro mercato davvero sopra le righe è quello che prende vita ogni sabato e domenica a Brick Lane: scendono in piazza una moltitudine di colori, di nazionalità e di personaggi che vendono qualsiasi tipo di oggetto e alimento. Ci ha colpito il giocatore di scacchi: preparare tre scacchiere sfidava contemporaneamente chiunque volesse partecipare alla partita. Geniale.

Se, come noi, vivete di musica come fosse pane quotidiano, sfregatevi bene gli occhioni e leggete qui:

33non potete risparmiarvi per nessun motivo una passeggiata in Denmark Street, la via della musica per eccellenza. Che vi giriate a sinistra o a destra, troverete solo strumenti e spartiti di ogni genere. Il colpo d’occhio è più unico che raro! Ci ha colpito una traversa di Denmark Street, un piccolo passaggio che conduce in una corte: tutta la parete (enorme) è tappezzata di annunci di musicisti in cerca di musicisti. Fulcro e genesi di band: fantastico!

A pochi passi da qui, nel cuore di Soho, mi raccomando, fate tappa obbligata da Sister Ray: un vero a proprio paradiso del vinile (nuovo e usato). Si trovano davvero chicche uniche, senza badare al genere (molto democratico)!

Vinili che hanno raggiunto casuccia nostra:

–          Smashing Pumpkins,  Chicago tapes and unreleased demos

E qui spendo qualche parola: vinile doppio con la stessa copertina, ma in bianco e nero, del loro capolavoro Mellon Collie and the infinitive sadness. Contiene alcuni brani, appunto, di Mellon Collie e una serie di inediti, alcuni dei quali suonati nel loro ultimo concerto di Milano al Forum che, fortunatamente, non ci siamo persi!

–          Madness, Baggy Trousers

Mitici, Londinesi, di Camden

Per info, sisterray.co.uk.

Last but not least: non perdetevi il temporary shop dedicato a Jimi Hendrix. Una vetrina che passa quasi inosservata su Gaston Street (traversa di Carnaby Steet) ma all’interno è un’esplosione! Oltre a interessanti cimeli del Genio e agli scatti originali di Gered Mankowitz, troverete tanta musica, la sua. Ci ha entusiasmato il piano interrato: prendi una chitarra (chiaramente FENDER) e suoni!

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Insomma: sono stati 4 giorno straintensi. La sensazione è stata l’aver vissuto un mese se si pensa alle persone incontrate, alle esperienze fatte, alla ricchezza acquisita.

Che possiate trascorrere altrettanto fantastici giorni londinesi!

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Saluto tutti (Londra inclusa) con uno scorcio di Cupido in Piccadilly Circus ascoltando

“Cupid de Locke” Smashing Pumpkins, dato che di loro si è parlato poco fa!

 

“We seek the unseekable and we speak the unspeakable
Our hopes dead gathering dust to dust
In faith, in compassion, and in love”

POSTicini interessanti per un weekend enogastrorock: Bologna, Afterhours & Co.

Ieri niente ricettina del lunedì perché spero tanto di farvi venire oggi una voglia pazzesca di una gita fuori-porta in quel di Bologna. Non posso e non voglio aspettare che questo entusiasmo si sedimenti né tanto meno che le sensazioni portate a casa svaniscano riassorbite dalla quotidianità.

Come spesso ci capita appena mettiamo il piedino fuori casa, abbiamo incontrato persone belle, piene di voglia di fare, piene di colore e, come ultimamente mi piace dire, luminose. Questo è entusiasmante, non trovate?

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Ma diamo il via al nostro weekend enogastrorock: merenda con un calice di Sangiovese Riserva e fiocco di culatello con tigelle calde in Piazza Grande all’aperto e con le prove del concerto per l’anniversario della nascita di Lucio Dalla in sottofondo. Perché Dalla si percepisce in ogni strada di Bologna. Suggestivo.

Passeggiando per la città rossa (per il caratteristico colore che la predomina) è stata per noi una piacevolissima sorpresa scoprirla incredibilmente cosmopolita e viva: 24/7 di energia.

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…per poi continuare a passeggiare e trovarsi in un istante immersi nella preziosa e solenne quiete dell’Ex Ghetto Ebraico.

E poi di nuovo rumore e vita intorno al canale Reno.

E poi di nuovo quiete.

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La cena Dal Biassanot (via Piella, Bologna): proprio quel che piace a me, a noi. Un posticino prezioso con pochi coperti, caldo e raccolto. Ci accoglie la proprietaria e la semplicità (nell’accezione più nobile del termine) con cui ci riceve ci fa sentire subito a casa. Essendo nella patria della pasta fatta in casa ci dedichiamo ad un disarmante tris di primi: la mano che ha tirato la pasta al mattarello e impastato gli gnocchi è miracolosa! Geniale il gelato alla crema con aceto balsamico. Tutto molto molto interessante davvero: materie prime genuine e di eccellente qualità.

le stanze del carroQuesto posticino ci è stato consigliato da Olga, preziosa fanciulla siberiana che si è occupata del nostro riposo al B&B Le Stanze del Carro (via del Carro, ex Ghetto, Bologna). La posizione è davvero insuperabile, l’ambiente è curato e famigliare, tutto è pulito funzionale e luminoso. Il luogo perfetto per dormire in città. Ultimo ma non ultimo, il nostro quadrupede è stato accolto con lo stesso entusiasmo riservato per noi bipedi: “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” Gandhi.

E poi loro, finalmente loro. Il motivo che ci ha spinti a buttar due cose in borsa e saltare in macchina:

Afterhours, prima data del Club Tour!Club-Tour-2013-LOW

Amandoli sconsideratamente, gli aggettivi che mi vengono in mente sono davvero tanti; quello che attribuirei loro oggi è inesauribili. Seguirli per 17 anni e non averne mai abbastanza non ha prezzo, per tutto il resto ci sono i loro dischi. Il concerto. Solo un episodio per esprimere la classe on stage: un gruppo dopo due ore di energia pura rientra e, a spie spente, regala un ultimo pezzo la dice lunga sullo spessore artistico raggiunto.

Ruvida e graffiante, questa band milanese è capace di colpire duro proprio su quel pensiero ben nascosto perché difficile da gestire. Poetici e intensi come un grande amore, come un grande dolore. Duri e feroci come un pugno in faccia. Se sono anche solo un pochino riuscita ad incuriosirvi, vi consiglio “Hai paura del buio?”; uno dei miei dischi preferiti in assoluto che recentemente ha anche vinto il premio come miglior disco indipendente degli ultimi 20 anni.

Lasciate che vi passi attraverso: sarà senza ritorno.

Dulcis in fundo, dopo tutte le meraviglie di cui sopra, non ci siamo certi risparmiati un giretto sui colli bolognesi (mannaggia a Cremonini) per una succulenta e definitiva crescentina con salamella, cipolle e peperoni mentre un caldo sole primaverile ci baciava spensierato.

…come? State già prenotando? Eh beh, lo posso capire!

Post Election post: Radiohead – No Surprises…e poi silenzio

Vorrei che nessuna polemica politica avvenisse qui. E sono troppi gli insulti e le aggressioni lette in questi giorni. Alziamo il livello della conversazione, per favore.

Purtroppo però il dato di fatto è che io, personalmente, ho perso le parole e quelle che mi vengono in mente per esprimere il mio disappunto non sono proprio blogfoniche. Affido allora i miei sentimenti di scoramento, imbarazzo e timore per il futuro a questa brano stupendo in modo tale che, nonostante tutto, la Bellezza permanga!

 No Suprises

A heart that’s full up like a landfill
A job that slowly kills you
Bruises that won’t heal

You look so tired and unhappy
Bring down the government
They don’t, they don’t speak for us
I’ll take a quiet life
A handshake of carbon monoxide

No alarms and no surprises
No alarms and no surprises
No alarms and no surprises
Silent, silent

This is my final fit, my final bellyache with

No alarms and no surprises
No alarms and no surprises
No alarms and no surprises please

Such a pretty house, and such a pretty garden

No alarms and no surprises (let me out of here)
No alarms and no surprises (let me out of here)
No alarms and no surprises please (let me out of here)

Radiohead – Ok Computer

La ricett(ina) del lunedì: fatto bagordi nel weekend? Diamoci alle verdure e a Miles Davis

Diamoci alle verdure e Miles Davis:

–         purché le verdure siano succulente e invitanti oltre che sane ed ipocaloriche,

–         purché la tromba di Miles faccia vibrare i nostri timpani e le nostre anime con garbo.

Nella stanza: luci soffuse perché ci sono davvero poche cose più rilassanti di mondare e affettare le verdure sotto la sola illuminazioneKindOfBlue dei pensili della cucina. Ci si concentra sul profumo, sul suono del taglio, sulla freschezza al tatto.

Nello stereo: Miles Davis “Kind of blue” nuovo acquisto della collezione di dischi di casuccia nostra. Mi sta già dando dipendenza. Così intenso, colmo di vibrazioni e colori e sfumature e luci e riflessioni e delicatezza e raffinatezza e…Mia vergogna e pentimento: ne conoscevo il nome ma ne ignoravo il genio. Recupererò.

Nell’anima: il meraviglioso fine settimana trascorso con tutto ciò che Amo.

Eh già, c’è stata festa grande a casa Feelfood questo weekend.

Attenzione-attenzione: il capofamiglia è invecchiato. Per sua (e mia, ovviamente) immensa gioia, è stata fatta incetta di nuovi dischi, biglietti per concerti (ne parleremo abbondantemente la prossima settimana ma, la butto li, Afterhours vi dicono nulla ?!?) ed è ufficialmente partito il countdown per Londra.

Sto anche preparando il resoconto del pranzetto domenicale preparato per la famiglia al completo.

Ma non oggi…oggi ci depuriamo!

Oggi si fa con calma, niente di troppo elaborato.

Oggi, necessario più che mai, diamo spazio alla semplicità e al relax!

Premetto che non sono amante di pastine e brodini vari benché, come tutti, necessito di tregua dopo una “spadellata” e una mangiatina con i fiocchi come quella di ieri; niente di esagerato, per intenderci, ma sicuramente impegnativa (non vedo l’ora di raccontarvi)

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Teglia di verdure al forno

Difficoltà complessiva: Facile

Cottura: 30 min ca             Preparazione: 15 min

Dosi: 6 persone

Ingredienti per le verdure:

Melanzana: 1 – Cipolla rossa: 1 – Patata: 1 – Zucchina: 1 – Peperone: 1  Olio evo: qb – Sale e Pepe. (anche se io preparo questa teglia con la semplicità di quel che ho in casa in base alla stagione, ad esempio magari l’indivia belga o il radicchio)

Prepariamo la teglia: laviamo per bene le verdure e mondiamole. Tagliamole poi a fette. Decidiamo lo spessore in base al tipo di verdure e ai relativi tempi di cottura. Lasciamo, ad esempio, un po’ più spesse le zucchine ma facciamo sottili patate. Disponiamo le verdure nella teglia lasciandole raggruppare per tipo (come da immagine). Cospargiamo di sale e pepe in base al gusto personale, ungiamo leggermente con olio a filo. Davvero, non più di un filo d’olio ciascuna verdura: non dovranno cuocere nell’unto ma con la loro stessa pochissima acqua. In questo sta la bontà e la leggerezza del piatto. Mettiamo in forno a 180° per 30 minuti circa.

La meraviglia di questa preparazione sta nel fatto che è perfettamente abbinabile con qualsiasi tipologia di carne ai ferri, pesce al vapore o al sale, tomini alla piastra e chi più ne ha più ne metta.

…e anche ora, nella quiete definitiva di questa fredda serata di pioggia, mentre scrivo emozionandomi per un sogno che porto avanti con coraggio ogni giorno, sono le Sue le note in sottofondo…

Quindi, mettiamoci all’opera cari…

Anticonformisti ad ogni costo? Paname (Litfiba) + cenetta sanvalentiniana

Profondamente in antitesi con il manifesto d’indipendenza intellettuale postato ieri, oggi sono stata alle prese con la preparazione della nostra cenetta sanvalentiniana.

Che ci si vuol fare: l’inguaribile romantica che c’è in me ogni tanto salta fuori.

Niente fiori né inutili smancerie o, peggio ancora, orsacchiotti con un bel “I love you” tatuato sulla pancia, ma solo leccornie e ballate rock in sottofondo. Via, carta bianca su questo…

Durante la preparazione della serata io avrò, però, a ripetizione Paname, Litfiba. Datele un ascolto; mi si è marchiata a fuoco nella testa al concerto all’Alcatraz (Milano, il 31/01/2013), tappa del fighissimo (e potentissimo) tour “La trilogia del potere” (1985 – 1988). Si, esatto, i ragazzi riportano on stage unicamente pezzi tratti dagli storici Desaparecido, 17 re e Litfiba 3.

Trovate qui le date ancora disponibili.

Bisogna riconoscere che Pelù non invecchia…a differenza del pubblico che assisteva al concerto. Ammetto che è stata una nota davvero buffa: una “fastidiosa” presa di coscienza.

Ma, archiviata l’amarezza dell’inesorabile incedere del tempo, avanti con le buone idee: il menu.

Si tratta di una cenetta infrasettimanale per chi, tapino, rincasa tardi dopo una dura giornata di lavoro.

  • coniglio con crema e polentina aromatizzata ai funghi porcini
  • fondente al cioccolato con quenelles di crema al mascarpone

Via con le ricette così se c’è da far un po’ di spesa, avete tempo. Poi, tra domani sera e venerdì, vi pubblico anche le foto. La ricette potrebbero sembrare elaborate ma alcune preparazioni e basi si possono preparare in anticipo come ad esempio i funghi trifolati, il brodo e le decorazioni in pasta frolla).

 

  • Coniglio con crema e polentina aromatizzata ai funghi porcini
(ricetta sperimentale in corso di perfezionamento)

Difficoltà complessiva: Elevata

Cottura: 1 ora e 45 min      Preparazione: 20 min          Tempi di riposo:

Dosi: 4/6 persone

 

Ingredienti per il coniglio:

Coniglio: 800 g – Burro: 20 g – Aglio: 1 spicchio – Salvia: 2/3 foglie (in base al gusto personale) – Rosmarino: 1 rametto – Vino bianco secco: qb – Brodo Vegetale: qb (fatene almeno ½ litro) – Olio evo: 4/5 cucchiai – Sale e Pepe 

Prepariamo il coniglio: laviamo il coniglio in acqua corrente, sgoccioliamolo, asciughiamolo bene (e tagliamolo a pezzi se lo abbiamo acquistato intero). Tritiamo l’aglio, la salvia e le foglioline del rametto di rosmarino.

Mettiamo l’olio in un tegame e soffriggiamo per qualche minuto gli aromi senza che brucino. A fuoco vivo, adagiamo nel tegame i pezzi di coniglio salateli, pepateli e fateli rosolare, rigirandoli spesso. Appena saranno dorati, spruzziamoli con un bicchiere di vino bianco e fatelo evaporare.

Quindi copriamo con il coperchio e proseguiamo la cottura a fuoco dolce per 40 minuti circa, aggiungendo un po’ di brodo e portando il coniglio a cottura senza che si secchi.

Se il coniglio asciuga troppo, bagniamolo ancora con poco brodo.

Disponiamo sul piatto da portata una cucchiaiata di polenta morbida sulla quale adageremo poi un po’ di crema di porcini e qualche pezzetto intero. Sopra presta meraviglia, posizioniamo il nostro coniglio.

 

Ingredienti per il brodo vegetale:

Carota: 1 – Sedano: 1 gambo – Cipolla: 1 bianca – Patata: 1 – Aglio: 1 spicchio in camicia – Prezzemolo: 1 ciuffo – Grani interi di pepe nero – Alloro – Sale

Prepariamo il brodo: mettiamo sul fuoco l’acqua fredda e aggiungiamo tutte le verdure, poi l’alloro, alcuni grani di pepe nero e lo spicchio d’aglio non sbucciato.

Portiamo ad ebollizione, saliamo e aggiungiamo il prezzemolo ben lavato completo di gambi. Cuociamo con il coperchio per circa un’ora e mezza.

A cottura ultimata aggiustiamo di sale e filtriamo il brodo.

 

Ingredienti per la polenta:

Farina di mais bramata aromatizzata: 250 g scarsi – Acqua: 1 litro – Sale grosso: qb

Prepariamo la polenta: portiamo l’acqua ad ebollizione. Aggiungiamo il sale (1 cucchiaio scarso).

Facciamo cadere lentamente e “a pioggia” la farina in modo che i “fraticelli” non si formino.

Continuiamo a mescolare sempre nello stesso verso, miscelando lo strato più profondo con quello più superficiale fino ad amalgamare il composto per bene.

Dopo circa 40 minuti la polenta inizierà a staccarsi dai bordi. Cuociamola ancora qualche minuto.

Durante tutta la cottura, non smettiamo di mescolare.

Mi raccomando: non usiamo prepararti a cottura rapida… 

 

Ingredienti per la crema e i funghi:

Porcini: 500 g – Olio evo: 3 cucchiai – Aglio: 1 spicchio – Prezzemolo: 1 cucchiaio tritato – Sale e Pepe

Prepariamo i funghi: puliamoli dalla terra (preferibilmente con il coltello, altrimenti velocissimamente sotto l’acqua per evitare che si inzuppino). Separiamo le cappelle dei funghi dai gambi.

Tagliamoli a tocchetti, quindi raccogliamoli tutti insieme in una ciotola capiente.

Mettiamo in una padella l’olio e aggiungiamo l’aglio schiacciato che faremo dorare: aggiungiamo i funghi e cuociamoli a fiamma dolce per non più di 10 minuti.

Un paio di minuti prima della fine della cottura, aggiungiamo il sale e il pepe, quindi il prezzemolo tritato. Mescoliamo bene con un cucchiaio di legno.

Con un frullatore ad immersione riduciamo a crema la metà dei funghi. I rimanenti ci serviranno interi.

Ecco pronti anche i nostri funghi.

 

 

  • fondente al cioccolato con quenelle di crema al mascarpone

 Difficoltà complessiva: Media

Cottura: 50 min   Preparazione:     10 min          Tempi di riposo: 30 min

Dosi: 4/6 persone

 

Ingredienti per il fondente:

Cioccolato fondente (min. al 63%): 250 g – Burro: 150 g – Uova: 4 intere – Zucchero: 125 – Farina: 60 g

Prepariamo il fondente: sciogliamo a bagnomaria il cioccolato e il burro.

Nel frattempo, imburriamo e passiamo con la farina 8/10 stampini per poi riporli nel frigorifero.

Mettiamo in un recipiente le uovo e lo zucchero per poi montarle con la frusta a fino fino ad ottenere una crema chiara e liscia. Aggiungiamo la miscela di burro e cioccolato e, successivamente, la farina setacciandola per evitare la formazione di grumi.

Versiamo il composto negli stampini che avevamo riposto in frigorifero; riempiamoli per i ¾ della loro capienza.

Inforniamoli per 10 minuti esatti a forno preriscaldato a 200°C.

Sforniamoli e lasciamoli riposare per 2 minuti

 

Ingredienti per la crema al mascarpone:

Mascarpone: 100 g – Uova: 1 –  Zucchero: 25 g

Prepariamo la crema: separiamo il tuorlo dall’albume.  Sbattiamo il tuorlo con 15 g di zucchero fino ad ottenere una crema chiara e liscia. Incorporiamo il mascarpone fino al dissolvimento di tutti i piccoli grumi tipici. Montiamo a parte l’albume con lo zucchero rimasto fino ad ottenerne una chiara soda ed omogenea che poi incorporeremo nel composto di mascarpone.

Impiattiamo quindi il fondente formando poi delle quenelle con la crema.

Si possono anche aggiungere decorazioni con la pasta frolla.

 Eccovene un’idea:

fondente al cioccolato con quenelles di crema al mascarpone

fondente al cioccolato con quenelle di crema al mascarpone

Ingredienti per la pasta frolla:

Uova: 1 (solo il tuorlo) – Zucchero a velo: 50 g – Burro: 65 g – Farina: 125 g – Sale: 1 pizzico

Prepariamo la frolla: mettiamo in un mixer la farina e il burro freddo e frulliamo fino ad ottenere un impasto sabbioso. Disporlo poi sul piano di lavoro nella classica forma a fontana, aggiungiamo lo zucchero ed al centro il tuorlo dell’uovo. Impastiamo fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo. Avvolgiamolo nella pellicola e facciamolo riposare in frigorifero per almeno una mezz’oretta.

Tiriamo fuori la frolla dal frigorifero e stendiamola con il mattarello. 

Diamole la forma desiderata (o mettiamola in una teglia precedentemente imburrata e infarinata).

Infornare in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti.

 

…e poi sbizzarritevi!