Le vie del luppolo sono infinite

Premessa: chiedo perdono a chi è veramente esperto e competente. Siate magnanimi!

IBF

IBF

Rientrata da due giorni tutt’altro che facili in terra tedesca, il tuffarmi nel mondo delle birre artigianali italiane è stato un vero e proprio toccasana!

Insomma, come accennavo nel post della scorsa settimana, Feel food è stato con Amici all’IBF – Italia Beer Festival.

Premetto nuovamente che non sono così ferrata sull’argomento e ammetto (me, tapina) che la birra non è esattamente il mio “nettare” prediletto. Ma via, ci si cimenta! Imparo, imparo, imparo!

Anche perché, a costo di sembrare monotematica (mi perdonerete per questo, spero) tutte le persone all’opera dietro gli stand sono ragazzi che son partiti da un’idea e ora stanno spillando un Sogno! Quindi, non ci si può astenere dal parlare di loro!

Ma come funziona quest’allegra fiera giunta alla sua ottava edizione? Semplice: si pagano 8 € all’ingresso, ci si mette al collo il calice e poi si cambiano (nel vero senso della parola) quanti euro si vuole in “gettoni”. Questi ultimi saranno la sola moneta di scambio ammessa agli stand! Insomma, 1 gettone = 1 degustazione da 10 cl, 2 gettoni 25 cl.

Ma non divaghiamo; ecco le birre degustate! Tutte davvero molto interessanti!

I birrifici

I birrifici

Gerica del Birrone

Lamù del Birrificio Geco

Vaitra del Birrificio Hibu

Saltafoss del Birrificio Lambrate*

Vlad del Birrificio BQ

Terzo Miglio di Birrificio Rurale

Spaceman del birrificio Brewfist

Tainted love che lasca dalla collaborazione tra il birrificio Extraomnes e Toccalmatto

Donker del birrificio Extraomnes

Hopbloem del birrificio Extraomnes

Il “premio” Feel food va, però, a Hopbloem del Birrificio Extraomnes (extraomnes.com). Ecco come la descrive chi l’ha creata:

Extraomnes

Extraomnes

“Birra ad alta fermentazione non pastorizzata rifermentata in bottiglia e/o fusti. Alc. 5,7% Vol. Temperatura di servizio: 6-8°C.

Schiuma fine ed abbondante su un dorato opalescente. Al naso spiccano i riconoscimenti di citronella, melissa e di un fruttato che vira dall’agrumato al tropicale. Il sorso è asciutto, con un finale amaro prolungato sul quale si interseca un vegetale di essenza di limetta.”

Per quel che mi concerne, la definirei poliedrica: amara ma non tranchante, talmente ricca di profumi e aromi da potersi rinnovare ad ogni sorso. Racconterò il nostro abbinamento con la nostra birra preferita la prossima settimana.

Per ragioni del tutto evidenti (coma etilico), non abbiamo potuto assaggiarle tutte ma voglio comunque lasciarvi l’elenco dei birrifici presenti al Festival perché sono fermamente convita che se lo meritino. Dietro ognuna di queste birre c’è un mondo intero: c’è impegno, tempo, conoscenza, passione, competenza, esperienza, sperimentazione, dedizione, duro lavoro e forte spinta verso l’eccellenza.

Amiata, BQ, Bi-Du, Birradamare, Birrone, Brewfist, Croce di malto, Del forte, Doppio Malto; Endorama, Extraomnes, Foglie D’erba,

Freelionsbeer, Gambalò, Geco, la Mia Birra, Lambrate*, L’inconsueto, Manerba, Orso verde, Retorto, Rurale, Sibter Himmel, Toccalmatto, Un terzo, Valcavallina, Kamun, Hibu, San paolo, Trami

Per non parlare, ragazzi, di quanto si impara in occasioni come questa! Ci si confronta durante i seminari monografici, si condividono esperienze, ci si spremono le meningi per trovare accostamenti interessanti tra pietanze e birre assaggiate!

La sottoscritta però è rimasta sbalordita dall’affascinante (anche se un po’ ruffiano) risultato della spillatura con sistema Randall: la birra viene fatta passare attraverso un filtro riempito di luppolo fresco subito prima di raggiungere l’amato boccale.

Il profumo che i fiori nel filtro conferiscono ad una birra dal carattere deciso e amaro è davvero fenomenale!

Trovare queste birre in commercio non è assolutamente difficile: ormai ogni città medio/grande ha i propri beershop. Ultimamente, queste birre di alta qualità hanno fatto la loro comparsa anche nelle enoteche. Se proprio, poi, devo dirla tutta, noi siamo particolarmente fortunati! Il nostro punto di riferimento è Solo Birra in via Bergamo 17 a Monza (per info solobirra.com).Qui vi accoglierà Matteo che, con la sua passione, la sua competenza e la sua spiccata cordialità, saprà ascoltare i vostri gusti conducendovi a passeggio per il Mondo e i birrifici artigianali che lo popolano!

Solo Birra

Solo Birra

E anche da neofita quale sono, posso assicurarvi che una birra artigianale è un meraviglioso punto di non ritorno: una volta apprezzata sarà impossibile gustarsi una bionda della grande distribuzione.

In attesa della sessione estiva, degustiamo solo birre artigianali!

Per quel che concerne Feel food speaks, ci si risente la prossima settimana: Londra ci aspetta. Promessa: ci saranno un sacco di esperienze e POSTicini interessanti di cui parlare.

* di cui vi avevo già parlato nel POSTcino interessante: lo storico Birrificio Lambrate, la sua produzione e il cosciotto

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POSTicini interessanti per un weekend enogastrorock: Bologna, Afterhours & Co.

Ieri niente ricettina del lunedì perché spero tanto di farvi venire oggi una voglia pazzesca di una gita fuori-porta in quel di Bologna. Non posso e non voglio aspettare che questo entusiasmo si sedimenti né tanto meno che le sensazioni portate a casa svaniscano riassorbite dalla quotidianità.

Come spesso ci capita appena mettiamo il piedino fuori casa, abbiamo incontrato persone belle, piene di voglia di fare, piene di colore e, come ultimamente mi piace dire, luminose. Questo è entusiasmante, non trovate?

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Ma diamo il via al nostro weekend enogastrorock: merenda con un calice di Sangiovese Riserva e fiocco di culatello con tigelle calde in Piazza Grande all’aperto e con le prove del concerto per l’anniversario della nascita di Lucio Dalla in sottofondo. Perché Dalla si percepisce in ogni strada di Bologna. Suggestivo.

Passeggiando per la città rossa (per il caratteristico colore che la predomina) è stata per noi una piacevolissima sorpresa scoprirla incredibilmente cosmopolita e viva: 24/7 di energia.

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…per poi continuare a passeggiare e trovarsi in un istante immersi nella preziosa e solenne quiete dell’Ex Ghetto Ebraico.

E poi di nuovo rumore e vita intorno al canale Reno.

E poi di nuovo quiete.

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La cena Dal Biassanot (via Piella, Bologna): proprio quel che piace a me, a noi. Un posticino prezioso con pochi coperti, caldo e raccolto. Ci accoglie la proprietaria e la semplicità (nell’accezione più nobile del termine) con cui ci riceve ci fa sentire subito a casa. Essendo nella patria della pasta fatta in casa ci dedichiamo ad un disarmante tris di primi: la mano che ha tirato la pasta al mattarello e impastato gli gnocchi è miracolosa! Geniale il gelato alla crema con aceto balsamico. Tutto molto molto interessante davvero: materie prime genuine e di eccellente qualità.

le stanze del carroQuesto posticino ci è stato consigliato da Olga, preziosa fanciulla siberiana che si è occupata del nostro riposo al B&B Le Stanze del Carro (via del Carro, ex Ghetto, Bologna). La posizione è davvero insuperabile, l’ambiente è curato e famigliare, tutto è pulito funzionale e luminoso. Il luogo perfetto per dormire in città. Ultimo ma non ultimo, il nostro quadrupede è stato accolto con lo stesso entusiasmo riservato per noi bipedi: “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” Gandhi.

E poi loro, finalmente loro. Il motivo che ci ha spinti a buttar due cose in borsa e saltare in macchina:

Afterhours, prima data del Club Tour!Club-Tour-2013-LOW

Amandoli sconsideratamente, gli aggettivi che mi vengono in mente sono davvero tanti; quello che attribuirei loro oggi è inesauribili. Seguirli per 17 anni e non averne mai abbastanza non ha prezzo, per tutto il resto ci sono i loro dischi. Il concerto. Solo un episodio per esprimere la classe on stage: un gruppo dopo due ore di energia pura rientra e, a spie spente, regala un ultimo pezzo la dice lunga sullo spessore artistico raggiunto.

Ruvida e graffiante, questa band milanese è capace di colpire duro proprio su quel pensiero ben nascosto perché difficile da gestire. Poetici e intensi come un grande amore, come un grande dolore. Duri e feroci come un pugno in faccia. Se sono anche solo un pochino riuscita ad incuriosirvi, vi consiglio “Hai paura del buio?”; uno dei miei dischi preferiti in assoluto che recentemente ha anche vinto il premio come miglior disco indipendente degli ultimi 20 anni.

Lasciate che vi passi attraverso: sarà senza ritorno.

Dulcis in fundo, dopo tutte le meraviglie di cui sopra, non ci siamo certi risparmiati un giretto sui colli bolognesi (mannaggia a Cremonini) per una succulenta e definitiva crescentina con salamella, cipolle e peperoni mentre un caldo sole primaverile ci baciava spensierato.

…come? State già prenotando? Eh beh, lo posso capire!

Tavola e Menu da re in un piccolo piccolo castello

Come raccontavo lunedì, domenica scorsa abbiamo festeggiato il Capofamiglia a casa Feelfood.

C’erano le nostre famiglie a condividere un pranzo intenso e caldo mentre fuori una nevicata incredibile copriva silenziosa il nostro giardino formato mignone sotto una spessissima coltre bianca.

Si respirava la sensazione che anche solo per un pranzo un pezzettino di sogno, di progetto, si stesse realizzando.

E allora lo ammetto, mi sono davvero scatenata!

_MG_2800 Sulla tavola c’erano i nostri piatti in ceramica grezza comprati ancora prima di avere la nostra casetta e poi tutto preparato a regola d’arte: altro che Galateo…Cucchiaio e coltello a destra, forchetta a sinistra e in alto le posate da dessert e via dicendo.

L’idea era che tutti si sentissero dei re e delle regine in un piccolo castello di semplicità (un castello molto piccolo, ma molto molto piccolo eh, insomma un bilocale).

Qualche tempo fa, in un adorabile negozietto vicino casa ho anche trovato anche dei segnaposti in ferro battuto che conferiscono alla tavola un aspetto che mi fa letteralmente impazzire.

Nello spazio rimanente niente fiori e niente candele…ma leccornie in quantità.

La gioia delle mamme in particolare e il veder tutto spazzolato dai piatti in generale, ci ha ripagati dell’impegno!

Mentre riordinavamo, una volta soli, solo i nostri cuori possono dire del senso di pienezza che vi albergava.

Ma bando alle ciance!

Menu:

Vellutata di ceci con mazzancolla saltata in cocotte.

Crostino con maiale stracco della Cate

Risotto porri e bra con riduzione in rosso

Crema al mascarpone con tris di guarnizioni

Nei calici:

per antipasti e portata principale: Gotturnio fermo riserva (Giannone – Colli Piacentini) e Ortrugo fermo (Zefiro – Cantina Valtidone)

per il dolce: malvasia passito Valtidone (Luna di Candia)

Vellutata di ceci in cocotte con mazzancolla saltata in padella

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Difficoltà complessiva: Facile

Cottura: 2 ore e 30 min ca

Preparazione: 15 min

Ammollo: 12 ore

Dosi: 4 persone

Ingredienti:

Ceci: 300g – Carota: 60g – Cipolla: 90g – Sedano: 90g – Aglio: 2 spicchio Mazzancolle: 1 cosa a commensale – Salvia: 3 foglie – Rosmarino: 1 rametto – Olio evo: qb – Sale e pepe: qb

Non dimentichiamoci assolutamente di mettere a mollo i ceci per 12 ore.

Prepariamo la vellutata: mondiamo le verdure e tagliamole finemente. Tritiamo insieme poi l’aglio e gli aromi.

Mettiamo tutto in casseruola e soffriggiamo insieme ai ceci fino a far asciugare tutto il liquido e a far attaccare lievemente i ceci al mfondo. Questo passaggio è critico perché e qui che i ceci prenderanno un gradevolissimo aroma di abbrustolito.

Portiamo poi i ceci a cottura con acqua salata brodo vegetale seguendo il procedimento che useremmo per il risotto. Nel frattempo facciamo soffriggere 1 spicchio d’aglio e facciamo saltare le mazzancole salandole e pepandole leggermente.

Una volta cotti i ceci frulliamoli per poi servirli in cocotte con un filo d’olio e la mazzancolla.

Maiale stracco della Cate

 Difficoltà complessiva: Facile

Cottura: 10 min       Preparazione: 10 min          Dosi: 4 persone

Ingredienti:

Salsiccia freschissima: 300g – Stracchino: 200g – Pane: 1 fetta a commensale preferibilmente azimo

 Prepariamo i crostini: in una ciotola mescoliamo la salsiccia con lo stracchino (da qui il maiale stracco) fino ad ottenerne una crema spalmabile. Stenderne uno strato di qualche millimetro sulla fetta di pane e informare per 10 minuti circa in forno a 180°C fino a che la crema non sia dorata. Serviamoli tiepidi e croccanti.

Risotto porri e bra con riduzione in rosso

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Difficoltà complessiva: Media

Cottura: 30 min*

Preparazione: 20 min

Dosi: 4 persone

*tempistiche valide se avremo preparato il brodo in precedenza.

Ingredienti:

Riso carnaroli: 200 g – Porri: 400g – Bra: 200g – Pasta di salame:  150g – Brodo vegetale: ½ l – Cipolla bianca: ¼ – Olio evo: 4 cucchiai – Vino bianco: 1 bicchiere – Vino rosso: 500g – maizena: qb – Grana padano: 4 cucchiai – Sale: qb – Zucchero: 1 pizzico

Prepariamo il risotto: laviamo bene gli porri e tagliamoli a rondelle. Tagliamo finemente la cipolla e mettiamo in una casseruola l’olio. Quando sarà caldo aggiungiamo la cipolla facendola rosolare fino a farla imbiondire. Aggiungiamo gli porri e facciamoli appassire.

Versiamo il riso in casseruola e giriamo il tutto. Dopo qualche minuto, aggiungiamo il vino bianco rimasto per poi portare a cottura aggiungendo il brodo quando necessario e controllando sempre la salatura.

A metà cottura sbricioliamo la pasta di salame il cui compito sarà di “colorare il nostro riso e dargli quel tocco di sapore in più.

Mentre cuoce il riso, in un’altra casseruola portiamo ad ebollizione il vino precedentemente zuccherato fino a farlo ridurre ad 1/5 del suo volume.

Uniamo poi un cucchiaino di maizena diluita in acqua tiepida per addensare bene la nostra riduzione.

Mantechiamo il riso con il grana, serviamolo nel piatto con un filo di riduzione rossa.

Crema al mascarpone:

_MG_2849Difficoltà complessiva: Facilissima

Preparazione: 20 min

Dosi: 4 persone

 Ingredienti:

Mascarpone: 200 g – Uova: 2 – Zucchero: 5o g

Prepariamo la crema: separiamo i tuorli dagli albumi. Sbattiamo il tuorlo con 30 g di zucchero fino ad ottenere una crema chiara e liscia. Incorporiamo il mascarpone fino al dissolvimento di tutti i piccoli grumi tipici. Montiamo a parte l’albume con lo zucchero rimasto fino ad ottenerne una chiara soda ed omogenea che poi incorporeremo nel composto di mascarpone.

Per le guarnizioni: sbizzarritevi! Io ho preparato mirtilli e lamponi freschi, amaretti sbriciolati, crema al cioccolato. Ciascun commensale ha guarnito la sua crema a piacimento. E’ stato molto divertente!

…quindi, all’opera!

POSTicino interessante: lo storico Birrificio Lambrate, la sua produzione e il cosciotto


Ci troviamo a Milano in un freddissimo sabato sera per una festa di compleanno di due ghiottoni del gruppo. Si prenota al Birrificio Lambrate.

L’atmosfera che si respira entrando è allegra ed accogliente: le pareti color amaranto sono coperte da pannelli scuri che conferiscono intensità al luogo. Sullo sfondo poi, una stufa conferisce quel calore che completa il tutto. Ci si riscalda, in ogni senso.

Chiaramente la birra la fa da padrona sia al bancone (per ovvie ragioni) sia  in cucina dove ogni piatto che viene cucinato ha come ingrediente una delle birre del Birrificio.

La produzione è davvero degna di nota per qualità e varietà: le birre hanno nomi che sono simboli per la città di Milano come la Ghisa (il vigile), la S. Ambroeus (S. Ambrogio, il patrono della città). In tutta sincerità, non sono una grande esperta di birre: mi è stato spiegato che preferisco quelle con una nota luppolata più intensa. Ciò che per me è importane è che qui, grazie alla scelta disponibile, anche i palati più esigenti possono trovare risposte alle loro domande.

Ma che esperienza è stata il cosciotto: tre paradisiaci chili di tenerissima carne cotta alla perfezione, avvolta nella sua croccante cotenna e bagnata da un sughetto di cottura che ha condotto le nostre papille nell’olimpo dei golosoni! Dire che era perfetto non gli rende giustizia!

Davvero buono, buono e ancora buono.

Gli affettati: superlativi. Come se non bastasse, essendoci trovati ad aspettare qualche minuto in più (solo qualche, davvero), ci siamo visti recapitare un tagliere misto omaggio della casa. Questi sono i gesti che fanno la differenza e che fanno trasparire l’amore per il proprio lavoro e la cura verso il cliente, il tutto con una semplicità disarmante e priva di inutili virtuosismi.

E che cosa vogliamo dire dei dolci: imperdibile è il ghisamisu! Si, esatto, avete capito bene: la Ghisa ne è un ingrediente.

Insomma, se non fosse chiaro, questo locale è davvero un POSTicino molto interessante e merita una visita se si cerca una serata “birracentrica”.

E così, come il Birrificio e la sua produzione sono diventati un tassello imprescindibile del mosaico dei birrifici artigianali nel milanese e in Italia, sono fermamente convinta che il cosciotto di maiale assaggiato qui sia destinato a diventare un “must taste“.

Se vi è venuta voglia di farci un salto, trovate tutte le informazioni necessarie sul loro sito: www.birrificiolambrate.com