Ragazzi: donate tempo e non fiori. Ragazze: donatevi Amore per voi stesse e non maschietti unti.

Ragazzi cari,

anche quest’anno vi prego, non donate mimose alle donne che amate, che reputate speciali, intelligenti, in gamba, indistruttibili nella loro leggerezza e fragilità, struggenti nella loro gioia e nel loro dolore, colorate e creative ma “costrette” con i piedi per terra dalle responsabilità

Vi prego, Signori, donate loro del tempo per se stesse, per fare quello che amano fare (sperando che non si infilino in un localaccio con maschietti tutti unti…sminuendo il senso bello di questa giornata speciale). Permettete che si prendano un giorno di ferie per leggere, per farsi una nuotata e una passeggiata al sole con un’amica cara, per fare un corso di scrittura creativa piuttosto che di cucina o di ceramica decorativa. Una giornata di volontariato. Una giornata alle terme o anche solo un’oretta di massaggio. Una giornata che sia diversa. Lasciate che si dedichino a se stesse senza pensieri o sensi di colpa, senza il terrore che il bimbo infili le dita nella presa della corrente creando un corto circuito tale da mandare a fuoco il palazzo mentre voi trafficate con qualche giocattolo elettronico. Fatele trovare la cena pronta e, possibilmente, le lavatrici stese così che il rilassamento non svanisca nell’esatto istante in cui varcano la soglia di casa.

Insomma, donate loro la cosa più preziosa al mondo: il tempo.

Ragazze care,

se è del tempo che avete ricevuto in dono, vi prego, non sperperatelo in postacci discutibili, non è questo il senso di questa giornata. Ricordatevi chi siete. Essere donna è un grande dono ma anche una grande responsabilità: comporta, tra “mille splendidi soli”, il dono di custodire la Vita ma ci chiede di essere limpide e luminose in qualsiasi cosa facciamo. Nella maggior parte delle situazioni dobbiamo faticare doppio perché ci vengano riconosciute competenze e adeguate remunerazioni, perché abbiamo qualche pargolo al seguito, perché ciò che ci caratterizza è poco tollerato e via dicendo…proprio perché abbiamo gli attributi per fronteggiare tutto questo non dobbiamo perdere mai la nostra dignità o cercare di essere quello che non siamo. Cerchiamoci Uomini degni di essere definiti tali per condividere il Cammino dell’Esistenza: è un cammino che, per quanto ne sappiamo, si percorre una volta sola ed è maledettamente breve. Non ha senso sprecarlo con chi usa violenza, fisica o psicologica che sia: sono la stessa cosa e hanno lo stesso peso e gravità, possono uccidere entrambe. Non ha senso sprecarlo con chi smette di guardarci con lo stesso stupore e gioia di un bimbo la mattina di Natale, con chi smette di farci sentire uniche e speciali nella nostra “normalità”. Viviamo la nostra “solitudine” con il coraggio che ci contraddistingue: il sole tornerà a splendere, prima o poi.

Insomma donatevi Amore per voi stesse: sarà amore che ne genererà altro…

Il mondo ha bisogno della nostra forza, non dimentichiamocelo mai.

Che possa essere per tutte una splendida giornata di sole!

Anna&Vrònkij: l’incontro perfetto

batticuori

Mojmir U. Ježek – http://www.e-core.it

“Vrònskij andò nella vettura dietro al capotreno e all’entrata dello scompartimento si fermò, per lasciare il passo a una signora che usciva.
Col tatto abituale dell’uomo di mondo, da una sola occhiata all’aspetto esteriore di questa signora Vrònskij giudicò in modo certo ch’ella apparteneva all’alta società. Egli si scusò e stava per andare nella vettura, ma provò la necessità di guardarla ancora una volta, non perché ella fosse molto bella, non per quell’eleganza e quella grazia modesta che si vedevano in tutta la sua persona, ma perché nell’espressione del volto leggiadro, quand’ella gli era passata vicino, c’era qualcosa di particolarmente carezzevole e tenero.
Quand’egli si volse a guardarla, ella pure voltò il capo. I scintillanti occhi grigi, che sembravan neri per le ciglia folte, si fermarono amichevolmente, con attenzione sul volto di lui, come se ella lo riconoscesse, e immediatamente si portarono sulla folla che passava, come cercando qualcuno. In quel breve sguardo Vrònskij fece a tempo a notare l’animazione rattenuta che balenava sul volto di lei e svolazzava fra gli occhi scintillanti e il sorriso appena percettibile, che incurvava le sue labbra vermiglie. Come se un’abbondanza di qualcosa colmasse talmente il suo essere, da esprimersi all’infuori della sua volontà ora nello scintillio dello sguardo, ora nel sorriso. Ella aveva spento deliberatamente quella luce nei suoi occhi, ma essa splendeva suo malgrado nel sorriso appena percettibile.”

Anna Karenina – Lev Tolstoj

 

12 mesi e…

lor per feel food speaks

…70 preziosissimi follower dopo,

…32 post dopo,

…12 libri di cui abbiano parlato dopo,

…17 ricette cucinate insieme dopo,

…innumerevoli posticini visti e da vedere dopo,

…tante chiacchiere dopo,

ma, soprattutto,

…1 bimbo meraviglioso e tanto amore dopo,

…tanti progetti dopo,

i nostri sogni sono sempre accesi e siamo ancora qui!

Questo blogghino ha saputo darmi/darci tanto. Ha saputo spronarmi se e quando sono scivolata nell’apatia della delusione, quella che spegne il sole anche in una giornata buona. Ha saputo ricordarmi che i sogni e i progetti più ambiziosi richiedono tempo e dedizione. Mi ha spinta ad assaggiare, a sperimentare, a conoscere nuove persone e i loro sogni nel cassetto; tra queste ho anche trovato chi il cassetto ha avuto il coraggio di aprirlo. Sono state grandi lezioni di fiducia e coraggio. Mi ha ridonato la bellezza del gioire e del condividere i successi altrui. Mi sono imbattuta in tante persone belle, con teste belle e idee luminose, talentuose e con progetti e sogni profumati di buono.

Insomma, GRAZIE A TUTTI! Per aver mosso i primi passi con me,c on noi, per essere passati di qui, per aver letto e detto la vostra, per aver tenuto compagnia alle parole perché dietro ogni singola lettera in queste pagine c’è una ragazza con un sogno grande come il mondo, che lotta e persevera e che, nel profondo del suo cuore, sa che ce la farà…prima o poi.

I signori della comunicazione Barilla votati al suicidio? (ricettina del lunedì)

Benissimo, facciamoceli noi i biscotti, che è meglio! (vi prego di leggere questa affermazione richiamando alla memoria la voce fastidiosa di Puffo Quattrocchi, grazie).

Insomma, questa ve la racconto. Ieri mattina, forse un filo meno assonnata del solito, mi sono dedicata ad una frugale colazione con latte e biscotti. Gli storici Galletti del Mulino Bianco. Prendo il primo e tutto fila liscio, prendo il secondo e…ma un attimo, è diverso dal precedente, c’è sopra una gallina invece del canonico gallo. Mi tuffo a pesce nel sacchetto convinta di essere impazzita o speranzosa di aver vinto qualche premio tipo “trova il biscotto diverso” ma il sacchetto è colmo di galli e galline. Gulp…ma non è tutto! Faccio per mettere giù il sacchetto e mi accorgo che è pieno di cuoricini e frasi da cariare uno sdentato come “Rosita e…la ricetta dell’amore” o altre galline che trovano il vero amore e via dicendo…Sconcertata.

Ma io mi chiedo, cari signori della comunicazione della Barilla (proprietaria del marchio Mulino Bianco), santa pazienza, ma se un infelicemente single non per scelta si accorgesse della vostra idea brillante alle 6 di un lunedì mattina di pioggia battente? Capite bene che aveste delle responsabilità se vi venisse addebitata della terapia? Come se non bastasse, manca meno di una quindicina di giorni a S. Valentino, ma state scherzando? Ritirate subito queste confezioni dal mercato!

Insomma, io posso capire la scelta di Banderas (gran pezzetto di manzo, giusto per restare in tema di pietanze) visto che poi è il gentil sesso a fare la spesa per qualche marito annoiato e pantofolaio; ma tutta sta melassa sui biscotti ecco, ad una prima riflessione, mi par eccessiva…

Ma un attimo, fatemi fare mente locale. Ma il bel mugnaio non amoreggiava mica con delle galline negli spot qualche tempo fa? Ah, ecco l’illuminazione! Quindi, pane al pane vino al vino, sveliamo gli arcani e diciamo un po’ le cose come stanno in casa Mulino Bianco: le signore al supermercato che sognano il Banderas rappresentano le gallinelle che amoreggiano con il mugnaio che, a sua volta è simboleggiato dal gallo nella pubblicità: quindi galli e galline nel sacchetto dei biscotti. Oh mamma mia ragazzi!

Ecco cari signori della comunicazione della Barilla, a parte che tutto ciò è un filo sessista nonché machiavellico, ma insomma, credo che dobbiate un filo rivedere la vostra strategia di comunicazione. Abbiamo tutti apprezzato l’archiviazione della famiglia felice alle 7 del mattino tutta riunita attorno al tavolo della colazione: questo non basta, però, per digerire la festicciola nell’aia che avete messo in piedi. Dopo lo scivolone di stile del Signor Barilla (mi riferisco alla predilezione della “famiglia tradizionale”, qualsiasi cosa questa affermazione volesse significare) qui si annaspa davvero…

Quindi, volete sapere che c’è?

I biscotti ce li facciamo da soli!

I Canestrelli

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Difficoltà complessiva: Media

Cottura: 18/20 min.           Preparazione: 30 min + 1 ora di riposo

Dosi: per circa 20 biscotti del diametro di 3cm ca.

Ingredienti:

Tuorli d’uovo: 2 sodi – Zucchero a velo: 50g – Farina: 100g – Fecola di patate: 70g – Burro: 100g – Vanillina: 1/3 di una bustina, Scorza li limone

44 Facciamo bollire le uova per estrarne i due tuorli sodi (facciamoli bollire per 8 minuti, ca.). mentre le uova cuociono, uniamo la farina, lo zucchero, la fecola di patate e la vanillina. Uniamo poi i tuorli sodi pattati al setaccio e il burro a temperatura ambiente (non fuso, mi raccomando). Una volta ottenuto un impasto omogeneo, mettiamolo in frigorifero avvolto nella pellicola perché riposi per un oretta almeno. Trascorsa l’oretta, lavoriamo la pasta al mattarello fino ad ottenerne uno strato spesso un centimetro circa. Con uno stampino a forma di fiore, prepariamo i canestrelli che poi verranno informati per 18 / 20 minuti a 170° (forno statico).

 

La friabilità che otterrete vi darà dipendenza…fatene tantissimi, fidatevi di me!

Iatrofobici o ipocondriaci? Nessun problema: ho la soluzione…

…ma no, non vi voglio mica suggerire uno psicologo…come farebbe, del resto, ad andarci uno iatrofobico (categoria nella quale mi colloco, tra l’altro…)? No, è che da qualche giorno ho la soluzione tra le mani e, data la genialità e salubrità della stessa, ho deciso di condividerla con tutti voi. Si tratta di biblioterapia, neologismo coniato per indicare quel “ramo della medicina che cura certi disturbi dell’esistenza con la somministrazione di opere letterarie”.

Tutto è ben dettagliato in  “Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno”, scritto da Ella Berthoud e Susan Elderkin.

curarsi con i libri

Le autrici sono due (a mio parere) squinternate e ineffabili lettrici che, con grande cultura e sagacia, hanno saputo trovare per numerosi malanni fisici e debolezze psicologiche un rimedio letterario. Dico sul serio: qui si spazia dal mal d’auto al mal d’amore, dalla nostalgia alla ben più meschina dissenteria, dalla xenofobia alla cura per la calvizie. Temi di diverso peso e spessore sono affrontati con grande intelligenza. La genialità sta anche nella scelta dei libri che consigliano che non è mai banale e scontata.

Più nel dettaglio del libro, il disturbo viene ben descritto e poi se ne dettaglia la cura parlando del o  dei romanzi consigliati. Eccovene un buffo ma ben esplicativo assaggio:

 “ALLUCE, ANDARE A SBATTERE CON L’

Ritratto dell’artista da giovane, James Joyce

Quando andate a sbattere l’alluce da qualche parte, non resta che sopportare il dolore; inutile pensare ad una cura. Per fortuna , come un pugno sul naso. Questo dolore è di breve durata. Il turpiloqui è un’ottima valvola di sfogo. Per evitare l’imbarazzo e l’indignazione dei presenti, tuttavia, vi raccomandiamo caldamente di avere a disposizione l’equivalente letterario di un’imprecazione: una citazione pronta per l’uso…”.

Inoltre, il volume tratta anche in dettaglio i disturbi specifici che attanagliano la vita del lettore e fornisce qualche buon consiglio per evitare l’inevitabile quali amnesia, tendenza a leggere invece di vivere, rifiuto di lasciare un libro a metà, senso di colpa associato alla lettura e via dicendo. Imperdibili sono poi le classifiche (i 10 migliori romanzi per…leggere al gabinetto, per quei certi giorni, per appassionare un partner alla lettura e molti altri) nonché gli aneddoti davvero divertenti che fanno di questo vademecum una gradevolissima lettura indipendentemente dagli scopi terapeutici di cui si fa carico.

Ma attenzione, si tratta di un vero e proprio prontuario: alla fine del volume troverete tanto di indici analitici sui disturbi trattati per velocizzare la ricerca in caso di vera emergenza e indici sui romanzi consigliati per trovare i vostri preferiti

Ciò che rende questo manuale unico è la possibilità che ognuno di noi ha di personalizzarlo: usciranno nuovi libri e, una volta letti, potremo collocare i nostri preferiti in ciascuna delle categorie proposte…o crearne di nuove.

Io ho passato un sacco di tempo a cercare libri che ho letto per vedere a quale disturbo potrebbero porre rimedio, ho modificato alcune delle proposte e ne ho aggiunte di mie…

Leggendo l’introduzione dei curatori italiani, che a loro volta l’hanno arricchito con testi nostrani, ho scoperto esiste anche un forum online dove condividere le proprie proposte. È scaduto il tempo per caricarne di nuove ma presto pubblicheranno le migliore ricevute. Per info: http://www.sellerio.it

A parte tutto, questo libro è fonte inesauribile di spunti per tutti coloro che fanno della lettura oggetto di desiderio insaziabile!

Scherzi a parte…dal dottore ci si deve andare amici iatrofobici…ma con moderazione amici ipocondriaci!

Chiudo con una citazione riportata dalle stesse autrici:

“I libri sono la cura per ogni malessere – ci mostrano le nostre emozioni, una volta, e poi ancora una, finché non riusciamo a dominarle”

D. H. Lawrence

“It’s a new dawn, It’s a new day, It’s a new life for me and I’m feeling good”

Che dire…anno nuovo, vita nuova! Modo di dire quanto mai aderente alla realtà della nostra Piccola Famiglia. Ad un paio di mesi dall’arrivo del nuovo membro della Famiglia Feelfood (ecco il perché della mia momentanea scomparsa), la nostra vita è stata completamente ribaltata. La gioia e l’emozione, il profondo senso di Vita che stiamo vivendo sono impossibili da descrivere e, del resto, non è questa la sede; non voglio tediare nessuno. Per questo, dopo un primo momento di sonoro smarrimento, eccoci riprendere le redini anche del nostro blogghino. Ci piace farlo con qualche buon proposito per l’anno che ci accingiamo a vivere! Dato che il 2013 è stato oltremodo generoso con me, con noi, ora ci tocca essere ancora più generosi. Che figata!…tutto molto yogico, a modo nostro, non trovate?

Ecco i propositi Feelfoodiani:

–         dato che il fondamento di questo blog è l’inseguimento di un sogno, quest’anno  voglio parlarvi di persone che il loro sogno/progetto l’hanno realizzato; con cuore, tenacia e impegno costruiscono ogni giorno il loro domani alla faccia di tutti quelli che ci dicono che non è il momento! Che non ce la si può fare! E che caspita, non è mai il momento! Questo è il bello della questione!

–         voglio tornare a scrivere almeno 2 volte alla settimana: questo ritmo, che l’anno scorso mi ha tirata fuori da un pericoloso pantano, sarà il leitmotiv di questo nuovo intensissimo anno insieme!

–         voglio leggere e raccontarvi di qualche biografia: essendo io una completa neofita del genere, vediamo che ne verrà fuori

Mi è mancato un sacco scrivere qui dentro e leggere di e con tutti voi. Questo piccolo blog mi ha donato tanto, ora tocca a me ora restituire tutto il bene ricevuto.

Buon anno a tutti e a prestissimo, davvero, però!

E quale modo migliore di iniziare se non con “Feeling good” – Muse. Ragazzi, questo è stato il brano che ho ascoltato in sala parto pochi minuti dopo la nascita del nostro Piccolo Uomo…

Birds flying high
You know how i feel
Sun in the sky
You know how i feel
Reeds drifting on by
You know how i feel
It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
And I’m feeling good

Fish in the sea
You know how I feel
River running free
You know how I feel
Blossom in the trees
You know how I feel
It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
And I’m feeling good

Dragonflies out in the sun
You know what I mean
Butterflies all having fun
You know what I mean
Sleep in peace when the day is done
It’s an old world
It’s a new world
It’s a bold world
For me

Stars when you shine
You know how I feel
Said i’ll be fine
You know how I feel
Oh freedom is mine
And I know how I feel

It’s a new dawn,

It’s a new day,

It’s a new life for me,

Feeling good