Anna&Vrònkij: l’incontro perfetto

batticuori

Mojmir U. Ježek – http://www.e-core.it

“Vrònskij andò nella vettura dietro al capotreno e all’entrata dello scompartimento si fermò, per lasciare il passo a una signora che usciva.
Col tatto abituale dell’uomo di mondo, da una sola occhiata all’aspetto esteriore di questa signora Vrònskij giudicò in modo certo ch’ella apparteneva all’alta società. Egli si scusò e stava per andare nella vettura, ma provò la necessità di guardarla ancora una volta, non perché ella fosse molto bella, non per quell’eleganza e quella grazia modesta che si vedevano in tutta la sua persona, ma perché nell’espressione del volto leggiadro, quand’ella gli era passata vicino, c’era qualcosa di particolarmente carezzevole e tenero.
Quand’egli si volse a guardarla, ella pure voltò il capo. I scintillanti occhi grigi, che sembravan neri per le ciglia folte, si fermarono amichevolmente, con attenzione sul volto di lui, come se ella lo riconoscesse, e immediatamente si portarono sulla folla che passava, come cercando qualcuno. In quel breve sguardo Vrònskij fece a tempo a notare l’animazione rattenuta che balenava sul volto di lei e svolazzava fra gli occhi scintillanti e il sorriso appena percettibile, che incurvava le sue labbra vermiglie. Come se un’abbondanza di qualcosa colmasse talmente il suo essere, da esprimersi all’infuori della sua volontà ora nello scintillio dello sguardo, ora nel sorriso. Ella aveva spento deliberatamente quella luce nei suoi occhi, ma essa splendeva suo malgrado nel sorriso appena percettibile.”

Anna Karenina – Lev Tolstoj

 

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12 mesi e…

lor per feel food speaks

…70 preziosissimi follower dopo,

…32 post dopo,

…12 libri di cui abbiano parlato dopo,

…17 ricette cucinate insieme dopo,

…innumerevoli posticini visti e da vedere dopo,

…tante chiacchiere dopo,

ma, soprattutto,

…1 bimbo meraviglioso e tanto amore dopo,

…tanti progetti dopo,

i nostri sogni sono sempre accesi e siamo ancora qui!

Questo blogghino ha saputo darmi/darci tanto. Ha saputo spronarmi se e quando sono scivolata nell’apatia della delusione, quella che spegne il sole anche in una giornata buona. Ha saputo ricordarmi che i sogni e i progetti più ambiziosi richiedono tempo e dedizione. Mi ha spinta ad assaggiare, a sperimentare, a conoscere nuove persone e i loro sogni nel cassetto; tra queste ho anche trovato chi il cassetto ha avuto il coraggio di aprirlo. Sono state grandi lezioni di fiducia e coraggio. Mi ha ridonato la bellezza del gioire e del condividere i successi altrui. Mi sono imbattuta in tante persone belle, con teste belle e idee luminose, talentuose e con progetti e sogni profumati di buono.

Insomma, GRAZIE A TUTTI! Per aver mosso i primi passi con me,c on noi, per essere passati di qui, per aver letto e detto la vostra, per aver tenuto compagnia alle parole perché dietro ogni singola lettera in queste pagine c’è una ragazza con un sogno grande come il mondo, che lotta e persevera e che, nel profondo del suo cuore, sa che ce la farà…prima o poi.

POSTicini interessanti: pranzetto nel Central Park (de noartri)

…e poi succede che, dopo tanti, troppi, giorni di pioggia battente qualche folata di vento piazzata a dovere spazza via tutto con un cielo blu indescrivibile come risultato. Fortuna vuole che si era anche organizzata una mangiata tra amici!

Ecco come è nata una fantastica giornata di limpido sole invernale da trascorrere con amici speciali nel Central Park “de noartri”: pranzo nel Parco di Monza all’Osteria del Dosso.

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Il giardino – foto tratta dal sito dell’Osteria

Che siate a piedi, in bici o a cavallo, questo posticino è perfetto per un bel pranzo o per uno spuntino per poi ributtarsi nel verde. Situato all’ingresso di Villasanta (per chi non fosse do Monza e dintorni: il perimetro del Parco confina con diverse cittadine e ha molti ingressi per accedervi), questa osteria offre posti a sedere sia in esterna che all’interno: tutto però coerentemente all’insegna della semplicità e del buon gusto. Nulla di elegante ma tutto estremamente gradevole e rilassante. Cosa ci è piaciuto di più? La vetrata a tutta parete che si affaccia sul parco: un grande prato vede, un canale e sullo sfondo alberi e cielo terso. Basterebbe questo a rendere memorabile il pranzo: un panorama davvero prezioso.

La vetrata – foto tratta dal sito dell’Osteria

Ma non è  tutto qui: abbiamo mangiato molto ma molto bene! Piatti caserecci, niente di elaborato o sperimentale ma ogni piatto assaggiato parlava di materia prima di qualità tratta con rispetto. Esempio possono essere i tortelli di magro che ho mangiato io personalmente: il ripieno, morbido e cremoso era avvolto da una pasta dallo spessore perfetto ed erano conditi con una crema alle noci davvero buona. Ottimo anche il tagliere con affettati e formaggi che ha aperto le danze del nostro! I miei commensali hanno assaggiato tagliatelle al ragù di cervo, bollito misto con mostarda e la mitica trippa: i piatti sono stati spazzolati con entusiasmo! Ultima ma non ultima una menzione al personale di sala: tutti simpatici e gentili nonostante il gran daffare.

Riflettevo sul fatto che siamo sempre più abituati a mangiare in posti con il sostantivo “osteria” sull’insegna (che oggi fa molto figo)  ma che dell’osteria hanno ben poco: qui ci siamo invece sentiti bene, accolti in un ambiente semplice, ben curato e abbiamo mangiato cibo di ottima qualità senza pretese da alta cucina e tutto questo va letto ed interpretato in chiave molto positiva!

Sazi e soddisfatti, nessuno ci ha tolto una bella passeggiata nello splendido Parco di Monza, che anche nelle fredde e luminose giornate d’inverno conserva sempre grande fascino e genuina bellezza!

…ma oggi diluvia di nuovo…inverno infernale!

Aspettando la bella stagione, ci torneremo di sicuro!

Se vi è venuta un po’ di voglia, qui trovate tutte le info del caso: www.osteriadeldosso.it

I signori della comunicazione Barilla votati al suicidio? (ricettina del lunedì)

Benissimo, facciamoceli noi i biscotti, che è meglio! (vi prego di leggere questa affermazione richiamando alla memoria la voce fastidiosa di Puffo Quattrocchi, grazie).

Insomma, questa ve la racconto. Ieri mattina, forse un filo meno assonnata del solito, mi sono dedicata ad una frugale colazione con latte e biscotti. Gli storici Galletti del Mulino Bianco. Prendo il primo e tutto fila liscio, prendo il secondo e…ma un attimo, è diverso dal precedente, c’è sopra una gallina invece del canonico gallo. Mi tuffo a pesce nel sacchetto convinta di essere impazzita o speranzosa di aver vinto qualche premio tipo “trova il biscotto diverso” ma il sacchetto è colmo di galli e galline. Gulp…ma non è tutto! Faccio per mettere giù il sacchetto e mi accorgo che è pieno di cuoricini e frasi da cariare uno sdentato come “Rosita e…la ricetta dell’amore” o altre galline che trovano il vero amore e via dicendo…Sconcertata.

Ma io mi chiedo, cari signori della comunicazione della Barilla (proprietaria del marchio Mulino Bianco), santa pazienza, ma se un infelicemente single non per scelta si accorgesse della vostra idea brillante alle 6 di un lunedì mattina di pioggia battente? Capite bene che aveste delle responsabilità se vi venisse addebitata della terapia? Come se non bastasse, manca meno di una quindicina di giorni a S. Valentino, ma state scherzando? Ritirate subito queste confezioni dal mercato!

Insomma, io posso capire la scelta di Banderas (gran pezzetto di manzo, giusto per restare in tema di pietanze) visto che poi è il gentil sesso a fare la spesa per qualche marito annoiato e pantofolaio; ma tutta sta melassa sui biscotti ecco, ad una prima riflessione, mi par eccessiva…

Ma un attimo, fatemi fare mente locale. Ma il bel mugnaio non amoreggiava mica con delle galline negli spot qualche tempo fa? Ah, ecco l’illuminazione! Quindi, pane al pane vino al vino, sveliamo gli arcani e diciamo un po’ le cose come stanno in casa Mulino Bianco: le signore al supermercato che sognano il Banderas rappresentano le gallinelle che amoreggiano con il mugnaio che, a sua volta è simboleggiato dal gallo nella pubblicità: quindi galli e galline nel sacchetto dei biscotti. Oh mamma mia ragazzi!

Ecco cari signori della comunicazione della Barilla, a parte che tutto ciò è un filo sessista nonché machiavellico, ma insomma, credo che dobbiate un filo rivedere la vostra strategia di comunicazione. Abbiamo tutti apprezzato l’archiviazione della famiglia felice alle 7 del mattino tutta riunita attorno al tavolo della colazione: questo non basta, però, per digerire la festicciola nell’aia che avete messo in piedi. Dopo lo scivolone di stile del Signor Barilla (mi riferisco alla predilezione della “famiglia tradizionale”, qualsiasi cosa questa affermazione volesse significare) qui si annaspa davvero…

Quindi, volete sapere che c’è?

I biscotti ce li facciamo da soli!

I Canestrelli

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Difficoltà complessiva: Media

Cottura: 18/20 min.           Preparazione: 30 min + 1 ora di riposo

Dosi: per circa 20 biscotti del diametro di 3cm ca.

Ingredienti:

Tuorli d’uovo: 2 sodi – Zucchero a velo: 50g – Farina: 100g – Fecola di patate: 70g – Burro: 100g – Vanillina: 1/3 di una bustina, Scorza li limone

44 Facciamo bollire le uova per estrarne i due tuorli sodi (facciamoli bollire per 8 minuti, ca.). mentre le uova cuociono, uniamo la farina, lo zucchero, la fecola di patate e la vanillina. Uniamo poi i tuorli sodi pattati al setaccio e il burro a temperatura ambiente (non fuso, mi raccomando). Una volta ottenuto un impasto omogeneo, mettiamolo in frigorifero avvolto nella pellicola perché riposi per un oretta almeno. Trascorsa l’oretta, lavoriamo la pasta al mattarello fino ad ottenerne uno strato spesso un centimetro circa. Con uno stampino a forma di fiore, prepariamo i canestrelli che poi verranno informati per 18 / 20 minuti a 170° (forno statico).

 

La friabilità che otterrete vi darà dipendenza…fatene tantissimi, fidatevi di me!

Iatrofobici o ipocondriaci? Nessun problema: ho la soluzione…

…ma no, non vi voglio mica suggerire uno psicologo…come farebbe, del resto, ad andarci uno iatrofobico (categoria nella quale mi colloco, tra l’altro…)? No, è che da qualche giorno ho la soluzione tra le mani e, data la genialità e salubrità della stessa, ho deciso di condividerla con tutti voi. Si tratta di biblioterapia, neologismo coniato per indicare quel “ramo della medicina che cura certi disturbi dell’esistenza con la somministrazione di opere letterarie”.

Tutto è ben dettagliato in  “Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno”, scritto da Ella Berthoud e Susan Elderkin.

curarsi con i libri

Le autrici sono due (a mio parere) squinternate e ineffabili lettrici che, con grande cultura e sagacia, hanno saputo trovare per numerosi malanni fisici e debolezze psicologiche un rimedio letterario. Dico sul serio: qui si spazia dal mal d’auto al mal d’amore, dalla nostalgia alla ben più meschina dissenteria, dalla xenofobia alla cura per la calvizie. Temi di diverso peso e spessore sono affrontati con grande intelligenza. La genialità sta anche nella scelta dei libri che consigliano che non è mai banale e scontata.

Più nel dettaglio del libro, il disturbo viene ben descritto e poi se ne dettaglia la cura parlando del o  dei romanzi consigliati. Eccovene un buffo ma ben esplicativo assaggio:

 “ALLUCE, ANDARE A SBATTERE CON L’

Ritratto dell’artista da giovane, James Joyce

Quando andate a sbattere l’alluce da qualche parte, non resta che sopportare il dolore; inutile pensare ad una cura. Per fortuna , come un pugno sul naso. Questo dolore è di breve durata. Il turpiloqui è un’ottima valvola di sfogo. Per evitare l’imbarazzo e l’indignazione dei presenti, tuttavia, vi raccomandiamo caldamente di avere a disposizione l’equivalente letterario di un’imprecazione: una citazione pronta per l’uso…”.

Inoltre, il volume tratta anche in dettaglio i disturbi specifici che attanagliano la vita del lettore e fornisce qualche buon consiglio per evitare l’inevitabile quali amnesia, tendenza a leggere invece di vivere, rifiuto di lasciare un libro a metà, senso di colpa associato alla lettura e via dicendo. Imperdibili sono poi le classifiche (i 10 migliori romanzi per…leggere al gabinetto, per quei certi giorni, per appassionare un partner alla lettura e molti altri) nonché gli aneddoti davvero divertenti che fanno di questo vademecum una gradevolissima lettura indipendentemente dagli scopi terapeutici di cui si fa carico.

Ma attenzione, si tratta di un vero e proprio prontuario: alla fine del volume troverete tanto di indici analitici sui disturbi trattati per velocizzare la ricerca in caso di vera emergenza e indici sui romanzi consigliati per trovare i vostri preferiti

Ciò che rende questo manuale unico è la possibilità che ognuno di noi ha di personalizzarlo: usciranno nuovi libri e, una volta letti, potremo collocare i nostri preferiti in ciascuna delle categorie proposte…o crearne di nuove.

Io ho passato un sacco di tempo a cercare libri che ho letto per vedere a quale disturbo potrebbero porre rimedio, ho modificato alcune delle proposte e ne ho aggiunte di mie…

Leggendo l’introduzione dei curatori italiani, che a loro volta l’hanno arricchito con testi nostrani, ho scoperto esiste anche un forum online dove condividere le proprie proposte. È scaduto il tempo per caricarne di nuove ma presto pubblicheranno le migliore ricevute. Per info: http://www.sellerio.it

A parte tutto, questo libro è fonte inesauribile di spunti per tutti coloro che fanno della lettura oggetto di desiderio insaziabile!

Scherzi a parte…dal dottore ci si deve andare amici iatrofobici…ma con moderazione amici ipocondriaci!

Chiudo con una citazione riportata dalle stesse autrici:

“I libri sono la cura per ogni malessere – ci mostrano le nostre emozioni, una volta, e poi ancora una, finché non riusciamo a dominarle”

D. H. Lawrence

“It’s a new dawn, It’s a new day, It’s a new life for me and I’m feeling good”

Che dire…anno nuovo, vita nuova! Modo di dire quanto mai aderente alla realtà della nostra Piccola Famiglia. Ad un paio di mesi dall’arrivo del nuovo membro della Famiglia Feelfood (ecco il perché della mia momentanea scomparsa), la nostra vita è stata completamente ribaltata. La gioia e l’emozione, il profondo senso di Vita che stiamo vivendo sono impossibili da descrivere e, del resto, non è questa la sede; non voglio tediare nessuno. Per questo, dopo un primo momento di sonoro smarrimento, eccoci riprendere le redini anche del nostro blogghino. Ci piace farlo con qualche buon proposito per l’anno che ci accingiamo a vivere! Dato che il 2013 è stato oltremodo generoso con me, con noi, ora ci tocca essere ancora più generosi. Che figata!…tutto molto yogico, a modo nostro, non trovate?

Ecco i propositi Feelfoodiani:

–         dato che il fondamento di questo blog è l’inseguimento di un sogno, quest’anno  voglio parlarvi di persone che il loro sogno/progetto l’hanno realizzato; con cuore, tenacia e impegno costruiscono ogni giorno il loro domani alla faccia di tutti quelli che ci dicono che non è il momento! Che non ce la si può fare! E che caspita, non è mai il momento! Questo è il bello della questione!

–         voglio tornare a scrivere almeno 2 volte alla settimana: questo ritmo, che l’anno scorso mi ha tirata fuori da un pericoloso pantano, sarà il leitmotiv di questo nuovo intensissimo anno insieme!

–         voglio leggere e raccontarvi di qualche biografia: essendo io una completa neofita del genere, vediamo che ne verrà fuori

Mi è mancato un sacco scrivere qui dentro e leggere di e con tutti voi. Questo piccolo blog mi ha donato tanto, ora tocca a me ora restituire tutto il bene ricevuto.

Buon anno a tutti e a prestissimo, davvero, però!

E quale modo migliore di iniziare se non con “Feeling good” – Muse. Ragazzi, questo è stato il brano che ho ascoltato in sala parto pochi minuti dopo la nascita del nostro Piccolo Uomo…

Birds flying high
You know how i feel
Sun in the sky
You know how i feel
Reeds drifting on by
You know how i feel
It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
And I’m feeling good

Fish in the sea
You know how I feel
River running free
You know how I feel
Blossom in the trees
You know how I feel
It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
And I’m feeling good

Dragonflies out in the sun
You know what I mean
Butterflies all having fun
You know what I mean
Sleep in peace when the day is done
It’s an old world
It’s a new world
It’s a bold world
For me

Stars when you shine
You know how I feel
Said i’ll be fine
You know how I feel
Oh freedom is mine
And I know how I feel

It’s a new dawn,

It’s a new day,

It’s a new life for me,

Feeling good