POSTicini interessanti: Londra [part I]_craft breweries, pubs&Co.

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Ho proprio voglia di portarvi a spasso per una Londra un po’ diversa dai soliti “luoghi comuni”. E’ di una Londra insolita di cui vi voglio parlare, sempre che vi sia qualcosa di effettivamente “omologato” in questa città dalle mille città.

Molto probabilmente questi POSTicini non apparirebbero nella mia tanto amata guida Lonely Planet ne, effettivamente, si affacciano sui percorsi turistici per eccellenza…ma sono interessanti proprio per questo.

Attenzione, lungi dal fare la radical chic! Ho amato questa città con tutti i suoi cliché, stereotipi e tappe del tipo “non puoi tornare a casa da Londra senza aver visto…”, ma tutto questo si trova, appunto, nelle guide. Se vi vien voglia, quindi, di una Londra diciamo un po’ più autentica, un po’ più dei londinesi, ecco qualche idea:

…al Cask per le eccezionali birre proposte…

26Si trova un po’ fuori dai circuiti turistici classici. Siamo a Pimlico (sulla Victoria Line) e a pochi passi dalla metro eccoci al Cask. Look anni ’70, ci si presenta in poltrone di pelle, un verde dominante e l’immancabile parquet ben vissuto. Ci fa sentire subito bene e subito in British mood andiamo spediti al bancone per degustarci:

–          Kirkstall Pale Ale del birrificio Kirkstall Brewery (per info kirkstallbrewerycompany.com)25

–          Sound Wave IPA del birrificio Siren Craft Brew (per info sirencraftbrew.com / sirencraftbrew.wordpress.com)

–          Gentlemen’s Wit del birrificio Camden Town Brewery (per info camdentownbrewery.com)

–          Camden Hell del birrificio Camden Town Brewery (per info camdentownbrewery.com)

–          Six Hop Ale del birrificio Dark Star (per info darkstarbrewing.co.uk)

Ci piace perché servono solo birre artigianali, ricercate e selezionate con cura e passione. La scelta è davvero enorme: al bancone sapranno ascoltare i tuoi gusti, proporti piccoli assaggi fino arrivare alla birra giusta. Fantastico!

Ci piace perché è ruvido ad autentico; c’è chi ride, chi legge, chi gioca a carte con gli amici e chi scrive post….

Ci piace la qualità delle pietanze.

(per info caskpubandkitchen.com)

…al Brew Dog per ottime birre e hamburger…

29Sul tavolo abbiamo trovato un piccolo libricino che parlava della storia di questo mitico birrificio scozzese. Nella quarta di copertina un’unica frase: “Love, Hopes & Live the dream”. Per quel che riguarda Feel food speaks è già più che sufficiente per giurare amore eterno a queste persone che ora, oltre a spillare davvero tante birre loro, hanno 10 locali sparsi per il Regno Unito e uno in apertura a Stoccolma. Noi siamo in quello di Camden Town. Altrettanto ruvido, questo locale è buio e il punk/rock è assoluto protagonista. Siamo a casa! Degustiamo:

–          Dead Pony Club (ovviamente) del birrificio Brew Dog (per info  brewdog.com)30

–          Hardcore IPA (idem)

–          Punk IPA (idem)

Ci piace come un piccolo birrificio sia diventato un tal punto di riferimento (e, perché no, un esempio) per chi fa questo mestiere.

Ci piacciono moltissimo le birre e gli hamburger che mangiamo

(per info brewdog.com)

…al Rock&Sole Plaice per un imperdibile fish&chips

fish&chipsImmancabile il fish&chips. Proprio non si può evitare. Quindi tanto vale dedicarsi al migliore (e più antico) posticino: il Rock&Sole Plaice.

Vi assicuro che da fuori (ma anche ai tavoli all’interno) non gli dareste un soldo bucato ma poi la qualità e la varietà del pesce, la croccantezza del fritto (totalmente privo di unto) e la consistenza delle patatine vi faranno ricredere. Merita davvero! E poi si trova a Covent Garden, un must!

…da Gail’s per un delizioso spuntino di metà pomeriggio a Soho…

Arriverete di certo davanti a Princi passeggiando per Soho, fantastico posto se siete a spasso a Milano, ma dato che siete a Londra, proseguite fino all’angolo con Victoria Rd: troverete questa adorabile panetteria/pasticceria. Ipnotizzati dalle torte in veratrina, potrete gustarne una fetta della vostra preferita accompagnata da un caffè caldo o un the (che con il freddo che fa in questa città non guasta mai)! Esattamente quello che abbiamo fatto noi!

Ci piace molto l’atmosfera semplice e luminosa; trasmette grande serenità ed allegria.

(per info gailsbread.co.uk)

…al Philomena’s per il mitico Sunday Roast

Dedicato alle famiglie nei pub la domenica sera, il Sunday Roast è un piatto unico davvero molto interessante. Si tratta di uno stufato di manzo (oppure maiale o pollo, a scelta) con verdure, patate al forno e Yorkshire pudding. Anche in questo caso, abbiamo girato e girato fino a trovare un pub che non esponesse menu con foto all’esterno: questo significa che è un pub per Londinesi. Ed eccoci al Philomensa’s – sempre in zona Covent Garden (40 Great Queen Street).

Ci piace che siamo stati accolti da una cover band dei Beatles: un unplagged fantastico subito fuori dall’ingresso del pub.

Ci piace perché ci sentiamo molto British e il Sunday Roast servito qui è fenomenale, anzi philomenale! La carne è davvero strepitosa con quel sughetto di brasato sul fondo.

Fine della Part I…ma la Part II è già in corso d’opera! A presto!…anzi…see U soon!

Le vie del luppolo sono infinite

Premessa: chiedo perdono a chi è veramente esperto e competente. Siate magnanimi!

IBF

IBF

Rientrata da due giorni tutt’altro che facili in terra tedesca, il tuffarmi nel mondo delle birre artigianali italiane è stato un vero e proprio toccasana!

Insomma, come accennavo nel post della scorsa settimana, Feel food è stato con Amici all’IBF – Italia Beer Festival.

Premetto nuovamente che non sono così ferrata sull’argomento e ammetto (me, tapina) che la birra non è esattamente il mio “nettare” prediletto. Ma via, ci si cimenta! Imparo, imparo, imparo!

Anche perché, a costo di sembrare monotematica (mi perdonerete per questo, spero) tutte le persone all’opera dietro gli stand sono ragazzi che son partiti da un’idea e ora stanno spillando un Sogno! Quindi, non ci si può astenere dal parlare di loro!

Ma come funziona quest’allegra fiera giunta alla sua ottava edizione? Semplice: si pagano 8 € all’ingresso, ci si mette al collo il calice e poi si cambiano (nel vero senso della parola) quanti euro si vuole in “gettoni”. Questi ultimi saranno la sola moneta di scambio ammessa agli stand! Insomma, 1 gettone = 1 degustazione da 10 cl, 2 gettoni 25 cl.

Ma non divaghiamo; ecco le birre degustate! Tutte davvero molto interessanti!

I birrifici

I birrifici

Gerica del Birrone

Lamù del Birrificio Geco

Vaitra del Birrificio Hibu

Saltafoss del Birrificio Lambrate*

Vlad del Birrificio BQ

Terzo Miglio di Birrificio Rurale

Spaceman del birrificio Brewfist

Tainted love che lasca dalla collaborazione tra il birrificio Extraomnes e Toccalmatto

Donker del birrificio Extraomnes

Hopbloem del birrificio Extraomnes

Il “premio” Feel food va, però, a Hopbloem del Birrificio Extraomnes (extraomnes.com). Ecco come la descrive chi l’ha creata:

Extraomnes

Extraomnes

“Birra ad alta fermentazione non pastorizzata rifermentata in bottiglia e/o fusti. Alc. 5,7% Vol. Temperatura di servizio: 6-8°C.

Schiuma fine ed abbondante su un dorato opalescente. Al naso spiccano i riconoscimenti di citronella, melissa e di un fruttato che vira dall’agrumato al tropicale. Il sorso è asciutto, con un finale amaro prolungato sul quale si interseca un vegetale di essenza di limetta.”

Per quel che mi concerne, la definirei poliedrica: amara ma non tranchante, talmente ricca di profumi e aromi da potersi rinnovare ad ogni sorso. Racconterò il nostro abbinamento con la nostra birra preferita la prossima settimana.

Per ragioni del tutto evidenti (coma etilico), non abbiamo potuto assaggiarle tutte ma voglio comunque lasciarvi l’elenco dei birrifici presenti al Festival perché sono fermamente convita che se lo meritino. Dietro ognuna di queste birre c’è un mondo intero: c’è impegno, tempo, conoscenza, passione, competenza, esperienza, sperimentazione, dedizione, duro lavoro e forte spinta verso l’eccellenza.

Amiata, BQ, Bi-Du, Birradamare, Birrone, Brewfist, Croce di malto, Del forte, Doppio Malto; Endorama, Extraomnes, Foglie D’erba,

Freelionsbeer, Gambalò, Geco, la Mia Birra, Lambrate*, L’inconsueto, Manerba, Orso verde, Retorto, Rurale, Sibter Himmel, Toccalmatto, Un terzo, Valcavallina, Kamun, Hibu, San paolo, Trami

Per non parlare, ragazzi, di quanto si impara in occasioni come questa! Ci si confronta durante i seminari monografici, si condividono esperienze, ci si spremono le meningi per trovare accostamenti interessanti tra pietanze e birre assaggiate!

La sottoscritta però è rimasta sbalordita dall’affascinante (anche se un po’ ruffiano) risultato della spillatura con sistema Randall: la birra viene fatta passare attraverso un filtro riempito di luppolo fresco subito prima di raggiungere l’amato boccale.

Il profumo che i fiori nel filtro conferiscono ad una birra dal carattere deciso e amaro è davvero fenomenale!

Trovare queste birre in commercio non è assolutamente difficile: ormai ogni città medio/grande ha i propri beershop. Ultimamente, queste birre di alta qualità hanno fatto la loro comparsa anche nelle enoteche. Se proprio, poi, devo dirla tutta, noi siamo particolarmente fortunati! Il nostro punto di riferimento è Solo Birra in via Bergamo 17 a Monza (per info solobirra.com).Qui vi accoglierà Matteo che, con la sua passione, la sua competenza e la sua spiccata cordialità, saprà ascoltare i vostri gusti conducendovi a passeggio per il Mondo e i birrifici artigianali che lo popolano!

Solo Birra

Solo Birra

E anche da neofita quale sono, posso assicurarvi che una birra artigianale è un meraviglioso punto di non ritorno: una volta apprezzata sarà impossibile gustarsi una bionda della grande distribuzione.

In attesa della sessione estiva, degustiamo solo birre artigianali!

Per quel che concerne Feel food speaks, ci si risente la prossima settimana: Londra ci aspetta. Promessa: ci saranno un sacco di esperienze e POSTicini interessanti di cui parlare.

* di cui vi avevo già parlato nel POSTcino interessante: lo storico Birrificio Lambrate, la sua produzione e il cosciotto

POSTicino interessante: lo storico Birrificio Lambrate, la sua produzione e il cosciotto


Ci troviamo a Milano in un freddissimo sabato sera per una festa di compleanno di due ghiottoni del gruppo. Si prenota al Birrificio Lambrate.

L’atmosfera che si respira entrando è allegra ed accogliente: le pareti color amaranto sono coperte da pannelli scuri che conferiscono intensità al luogo. Sullo sfondo poi, una stufa conferisce quel calore che completa il tutto. Ci si riscalda, in ogni senso.

Chiaramente la birra la fa da padrona sia al bancone (per ovvie ragioni) sia  in cucina dove ogni piatto che viene cucinato ha come ingrediente una delle birre del Birrificio.

La produzione è davvero degna di nota per qualità e varietà: le birre hanno nomi che sono simboli per la città di Milano come la Ghisa (il vigile), la S. Ambroeus (S. Ambrogio, il patrono della città). In tutta sincerità, non sono una grande esperta di birre: mi è stato spiegato che preferisco quelle con una nota luppolata più intensa. Ciò che per me è importane è che qui, grazie alla scelta disponibile, anche i palati più esigenti possono trovare risposte alle loro domande.

Ma che esperienza è stata il cosciotto: tre paradisiaci chili di tenerissima carne cotta alla perfezione, avvolta nella sua croccante cotenna e bagnata da un sughetto di cottura che ha condotto le nostre papille nell’olimpo dei golosoni! Dire che era perfetto non gli rende giustizia!

Davvero buono, buono e ancora buono.

Gli affettati: superlativi. Come se non bastasse, essendoci trovati ad aspettare qualche minuto in più (solo qualche, davvero), ci siamo visti recapitare un tagliere misto omaggio della casa. Questi sono i gesti che fanno la differenza e che fanno trasparire l’amore per il proprio lavoro e la cura verso il cliente, il tutto con una semplicità disarmante e priva di inutili virtuosismi.

E che cosa vogliamo dire dei dolci: imperdibile è il ghisamisu! Si, esatto, avete capito bene: la Ghisa ne è un ingrediente.

Insomma, se non fosse chiaro, questo locale è davvero un POSTicino molto interessante e merita una visita se si cerca una serata “birracentrica”.

E così, come il Birrificio e la sua produzione sono diventati un tassello imprescindibile del mosaico dei birrifici artigianali nel milanese e in Italia, sono fermamente convinta che il cosciotto di maiale assaggiato qui sia destinato a diventare un “must taste“.

Se vi è venuta voglia di farci un salto, trovate tutte le informazioni necessarie sul loro sito: www.birrificiolambrate.com