Ricettina del lunedì: le tanto amate/detestate meringhe!

Eh già, non c’è alternativa o mezze misure: le meringhe o si amano o si odiano:

le "piccole" su piattino da caffè

le “piccole” su piattino da caffè

E quando è amore (come nel mio caso) sviluppano una dipendenza tale per la quale o si finisce tutta la meringa o si impazzisce. Non c’è scampo. La puoi posizionare il più lontano possibile da dove, poi, ti metterai ma il tuo cervello rielaborerà un solo stimolo: c’è ancora meringa, c’è ancora meringa, c’è ancora meringa… Avete presente un mantra? Anzi no, il paragone giusto è “Il pozzo e il pendolo” di Poe. Tutto questo finché, sfiniti, non ci si arrende all’evidenza: la meringa deve essere mangiata tutta.

E quando è odio, l’avversione è davvero profonda e totale. Non ammette deroghe alcune. Può nauseare anche solo l’odore o solo la vista dell’incriminata.

Purtroppo (in caso facciate parte di quest’ultima fazione) o per fortuna vostra io amo sconsideratamente le meringhe. Non parlo di meringate, gelati o semifreddi di sorta ma solo di quelle candide, pure, eteree nuvelette di paradiso.

Mi ricordano l’infanzia e poi ci vuole tanto tempo per cuocerle a dovere: la ricetta è molto semplice ma bisogna prendersi del Tempo perché meritano cura e attenzione, come tutte le cose preziose, del resto.

Piccole e croccanti con, talvolta, quel cuore morbido e dolce, non possono che rappresentare il meritato premio se la settimana trascorsa è stata difficile (è complicato prepararle al di fuori dei fine settimana per via dei tempi di cottura). Sono fantastiche anche se invitate qualcuno per un caffè. Per non parlare di quando si è immersi in un buon libro…una via l’altra!

In cucina allora, senza ulteriori indugi!

Le meringhe

 Difficoltà complessiva: Facile – ma serve pazienza

le "piccole" in tazzina da caffè

le “piccole” in tazzina da caffè

Cottura: 3-4 ore                Preparazione: 45 min

Dosi: per circa 20 meringhe piccole (diametro di 1,5 cm circa) + 6 meringhe medie (diametro di 4 cm circa) + 3 meringhe grandi (diametro di 8 cm circa)

Ingredienti:

Albume: 100g (circa 3 uova) – Zucchero: 200g – Succo di limone: 1 cucchiaio – Sale: qb

Prepariamo le meringhe:

Iniziamo a montare con le fruste elettriche (o l’impastatrice a motore per i fortunelli che ne hanno una) l’albume con un pizzico di sale e il cucchiaio di succo di limone. La quantità di limone è solo indicativa, mettiamone a piacimento facendo attenzione al risultato finale: le meringhe potrebbero “prendere” troppo di limone perdendo equilibrio. Dopo qualche minuto, iniziamo ad aggiungere lo zucchero. Lo aggiungiamo un cucchiaio per volta attendendo che la cucchiaiata precedente si sia completamente sciolta (considerata un 20/30 secondi in basa alla grana dello zucchero utilizzato). Una volta amalgamato tutto lo zucchero (consideriamo un 40 minuti abbondanti) il nostro composto sarà spumoso e sodo, leggermente “colloso”.

la "grande"

la “grande”

Foderiamo una teglia grande (o direttamente la placca del forno) con la carta da forno e con la sac à poche formiamo le nostre meringhe come descritto sopra. Inforniamo, quindi, a 60°C per circa 2 ore. A questo punto le “piccole” saranno pronte, le possiamo sfornare. Lasciamo ancora un’oretta (per un totale di 3 ore) le medie e sforniamole. A questo punto, le grandi aspetteranno ancora circa 30/45 minuti (per un totale di 3 ore e mezza) prima di “raggiungere le altre”.

La ricetta è davvero molto semplice: il segreto è non avere fretta.

In tavola: il dono dell’accoglienza

In tavola...

In tavola…

E’ la seconda metà di marzo e, a conti fatti, la primavera è arrivata…ma, un attimo…fuori sta nevicando, di nuovo . E parecchio, pure. Fa un freddo, di nuovo. E parecchio, pure.

Oh mamma mia, ma attacca e sta imbiancando tutto, di nuovo.

Ma no, non vuole essere una disquisizione sul tempo che sarebbe decisamente poco consona al tema sebbene molto british.

Ma è del calore che stasera vorrei parlare. Del calore di un invito a pranzo, del calore dell’accoglienza nella propria casa, dell’attenzione dedicata alla casa nella sua forma migliore, alla tavola, ai dettagli.

Scrivo felice stasera. L’animo colmo. Caldo. Ma niente piatti o menu stasera: solo la gioia del ricevere.

Questa riflessione nasce dalla chiacchiera fatta mentre lavavamo i piatti questa sera. Abbiamo avuto una coppia di amici a pranzo oggi con i quali abbiamo trascorso un pranzo in allegria e un pomeriggio sereno condividendo le nostre esperienze di viaggi. Una volta soli è emerso il sentimento condiviso della gioia dell’aprire la porta della nostra casa. Del significato profondo dell’invitare qualcuno a condividere un pranzo sotto lo stesso tetto, alla nostra tavola.

Sono convinta che aprendo le porte di casa mostriamo ciò che c’è di più intimo e profondo: il rifugio della famiglia. Mettiamo a nudo ciò che siamo e lo condividiamo: la casa nella quale accogliamo i nostri ospiti, la tavola che imbandiamo, la cura nei dettagli, il tempo dedicato alle pietanze dicono molto, moltissimo di noi. Non è paragonabile ad una cena fuori, nemmeno lontanamente, ma è molto molto di più.

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Colmi di questa sensazione, è più facile spiegare e comprendere il perché oggi mi soffermo solo sui segna posti fatti come sacchetto dono; fatta la premessa, è più semplice raccontarne.

Abbiamo preparato dei cantucci ieri (vi pubblicherò la ricetta a breve). Su piccoli sacchetti di carta stile panettiere, abbiamo scritto il nome della persona a cui era destinato il sacchetto prima di riempirlo con 3 cantucci. Abbiamo poi ripiegato l’estremità e, fatti due fori con una bucatrice, li abbiamo chiusi con della rafia. Adorabili, nella loro estrema semplicità.

18E’ davvero una sciocchezza, ma il preparare un piccolo dono fatto a mano per gli ospiti che varcano la soglia della nostra casa vuole essere una piccola dimostrazione del fatto che, varcando quella soglia, hanno varcato anche quella del nostro cuore.

Con questa serenità mi accingo ad iniziare una nuova settimana che ci porta dritti dritti ad un weekend pieno di appuntamenti birro-gastronomici molto interessanti (ai quali cercherò di partecipare in ogni modo):

– Italia Beer Festival, 22-24 Marzo, Studio 90, Via Mecenate, 90 – Milano

Cibo a regola d’arte, 21-24 Marzo, Museo della Scienza e della tecnica – Milano

Ma ne riparliamo in settimana!…